Il Tirreno

Pontedera

«Si è accasciato sul volante»

«Si è accasciato sul volante»

L’amico e compagno di gare Stefano Cappellini racconta i momenti del dramma

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SAN MINIATO. Lo ha visto accasciarsi all’improvviso, privo di sensi, e ha tentato invano di afferrare il volante per evitare lo scontro. L’amico Stefano Cappellini non ha dubbi: «L’incidente non c’entra niente – spiega –. È stato un malore ad uccidere Giuseppe». Un scontro lieve, avvenuto a bassa velocità, intorno alle 17, in un tratto dell’Autopalio ristretto da un cantiere, dal quale gli altri feriti sono usciti con qualche contusione. Cappellini ha rimediato solo una botta alla testa, finita contro il vetro nel tentativo di agguantare il volante. Per lui i consueti accertamenti presso l’ospedale di Poggibonsi, mentre Cerone veniva trasportato d’urgenza a Siena. «Quando ci hanno separato – racconta – ricordo che era semicosciente, perché rispondeva ancora ai comandi del medico. Poi non so cosa sia successo dopo, ma sicuramente si è trattato di complicazioni legate al malore». Cerone e Cappellini stavano rientrando assieme dopo aver preso parte all’Ecomaratona del Chianti, a Castelnuovo Berardenga. Iscritti rispettivamente presso il Gruppo sportivo Fratres di San Miniato e Il Podismo Il Ponte di Ponte a Egola, i due erano comunque uniti dalla comune passione, e spesso si ritrovavano per affrontare insieme le corse più impegnative. «Avevamo concordato da tempo di partecipare a quella gara – ricorda Cappellini –: lui c’era molto affezionato perché rivedeva i luoghi dov’era nato. Giuseppe era prima di tutto un grande organizzatore, dotato di grande carisma. Con lui il podismo perde davvero un’istituzione, a livello provinciale e non solo». (g.p.)

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