Sicurezza
Espianto multiorgano dopo la morte di Riccardo
I familiari di Ricciarelli nel dolore hanno compiuto un grande atto di amore Il motociclista era rimasto gravemente ferito in un incidente lungo la Fila
PONTEDERA. La moto era la sua grande passione, la moto se l’è portato via.
Non ce l’ha fatta Riccardo Ricciarelli, 39 anni, di Pontedera, a superare i gravi traumi riportati nell’incidente stradale avvenuto sabato pomeriggio lungo la strada provinciale della Fila a Peccioli. Una strada che troppo spesso è teatro di tragedie e incidenti con conseguenze molto gravi per gli automobilisti. Il motociclista è morto l’altro pomeriggio quando è iniziata la procedura per l’accertamento della morte cerebrale.
I familiari dell’uomo, sapendo di interpretare le sue volontà, hanno acconsentito all’espianto degli organi e così Ricciarelli ha potuto donare fegato, rene, pancreas e cornee. Un grande atto di amore che dà nuove speranze a persone malate e che da tempo erano in attesa di un trapianto di organi nella speranza di poter avere una vita migliore.
Ricciarelli, che da poco era diventato padre, lavorava per Acque spa. I colleghi di lavoro e la direzione aziendale di Acque spa partecipano al dolore dei familiari di Ricciarelli, che abitava a La Borra.
Riccardo lavorava nel gruppo Acque dal maggio del 2008: amava il suo lavoro e lo svolgeva con grande competenza e autentica passione. Per le sue doti umane, per la sua disponibilità, era apprezzato da tutti i compagni di lavoro. «Ai familiari di Riccardo, in queste ore di dolore incommensurabile, vanno i sentimenti di vicinanza e le espressioni più sentite di cordoglio da parte del vertice aziendale e di tutti i colleghi», scrive in una nota l’azienda pisana.
Fin da sabato pomeriggio familiari e colleghi di lavoro del giovane padre, dopo avere avuto notizie del terribile incidente, si erano recati all’ospedale di Pisa per stare vicino alla moglie di Riccardo.
Molti anche i messaggi sulla bacheca di Fb del motociclista. Ricordi di momenti trascorsi insieme a lui, delle sue risate, del grande amore per la velocità. Un amore in primo piano anche sul social network. La fotografia del diario di Riccardo è proprio quella della motocicletta con cui l’uomo ha perso la vita. Un sabato pomeriggio d’autunno, in una giornata di sole. Quelle giornate che spingono molti motociclisti lungo le strade delle colline pisane.
Sull’incidente stradale è stata aperta un’inchiesta che dovrà fare luce sulle responsabilità. Quello che è certo, al di là di cause e responsabilità, è che il motociclista non potrà abbracciare di nuovo la moglie Roberta e la piccola Sara.
«Caro zio, ci hai lasciato facendo una delle cose che più amavi fare – è uno dei messaggi scritti al motociclista – E adesso non ci sono parole da dire o cose da fare...c'è solo una grande rabbia e amarezza perchè è venuta a mancare una grande persona,sempre pronta a dare una mano o anche solo a tirare su il morale. Ora non potremo piu fare le nostre chiaccherate con il birrino in giardino di casa tua...non mi puoi piu portare a fare un giro in moto..».
Il funerale si svolgerà oggi pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore con inizio alle 15.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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