La manifestazione
Beppe è morto per un malore
L’incidente sull’Autopalio è solo una conseguenza. Domani il funerale del notissimo podista
SAN MINIATO. La sua specialità erano i percorsi più complessi e insieme suggestivi. Itinerari di fatica e di passione, che Giuseppe Cerone amava percorrere ma soprattutto organizzare, in un’affascinante sfida con se stessi e con le proprie forze. Perché il podismo ce l’aveva nel sangue, da sempre. E proprio di ritorno da una competizione la sua vita si è fermata, a 55 anni, mentre rientrava a casa dopo aver preso parte all’Ecomaratona del Chianti: 42 chilometri fra le colline senesi a cui Cerone era affezionato, perché lì ritrovava i luoghi dell’infanzia, della sua “corsa” di vita partita da Asciano.
Un malore improvviso, proprio mentre era alla guida lungo l’Autopalio, ha fermato il suo viaggio di ritorno verso San Miniato, dove viveva con la famiglia nei pressi di Isola, in via Capocavallo. Figura storica del podismo pisano, membro del Gruppo sportivo Fratres di San Miniato, Cerone era alla guida di un Ford Transit con l’amico Stefano Cappellini del Podismo Il Ponte, di Ponte a Egola, che improvvisamente lo ha visto accasciarsi sul volante. Il mezzo ha invaso la corsia di sinistra, finendo contro una Passat che arrivava in senso opposto, all’altezza del cantiere fra le uscite di Colle Val d’Elsa Sud e Nord, dove si viaggia con una sola corsia per senso di marcia. L’uomo è stato trasportato all’ospedale delle Scotte di Siena dove è avvenuto il decesso, da attribuire comunque al malore più che all’incidente. Sia Cappellini, infatti, sia i due occupanti della Passat hanno riportato lievi ferite. A confermarlo anche la moglie, Patrizia, insieme ai figli Niccolò e Rachele, di 21 e 15 anni, distrutti dal dolore nell’abitazione nei pressi di San Genesio, circondati dal conforto di parenti e amici. «Non ha riportato ferite dall’incidente», racconta la donna. «Sarebbe andato in pensione il prossimo anno a maggio», aggiunge poi con la voce rotta dal pianto.
Giuseppe era dipendente del Comune di Capraia e Limite, dove lavorava come operaio. La salma arriverà a San Miniato questa mattina, come confermato dai fratelli Antonio e Anna. Il funerale è stato fissato per domani alle 15.
«Una perdita enorme», la definisce il presidente del Gruppo Fratres Mauro Squarcini, che assieme al vice Mauro Auseretti traccia un ritratto commosso e appassionato di una persona che tutti descrivono come insostituibile. Tra i pionieri del Comitato provinciale podismo, Giuseppe Cerone (o meglio Beppe come lo chiamavano tutti) è stato tra gli artefici della “Maratonina Giacomo Puccioni” e della storica corsa di Isola “Dall’Arno ai colli di San Miniato”, nonché della nuova “Mezza Maratona”. «Beppe era davvero una persona speciale – dice Alessandro Baggiani, presidente del Comitato provinciale –. Era l’amicone di tutti, il compagno di tante corse, specializzato nella preparazione dei percorsi. Era una sorta di factotum: la pedina principale e insostituibile». «Non esagero se dico che lui era il motore del podismo per tutta la zona – aggiunge il presidente del gruppo Il Ponte Stefano Falaschi -: conosceva le esigenze delle corse e le preparava con mesi di lavoro». Una dedizione che Cerone metteva anche a disposizione del Pd, collaborando da sempre alla Festa dell’Unità e poi alla Festa Democratica, soprattutto tra i fornelli della cucina e ovunque ci fosse bisogno di una mano.
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