Il Tirreno

Pontedera

Cesare è volato a Parigi: «Mio padre è sempre in coma»

di Luciano Gianfranceschi

Sempre critiche le condizioni del fotografo di Ponticelli che ha perduto il figlioletto di 7 anni in un incidente stradale

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SANTA MARIA A MONTE. È volato a Parigi appena ha trovato un posto libero in aereo. Per stare al fianco del padre Mauro in coma e per poter riabbracciare Emma, la sorella di dieci anni che è uscita praticamente illesa dallo schianto in cui è invece ha perso la vita Vittorio, il fratellino di sette anni. Dal tardo pomeriggio di sabato, dopo aver lasciato Santa Maria a Monte, Cesare Boschi è infatti nella capitale francese per rendersi conto di persona cosa è successo venerdì pomeriggio e, soprattutto, per poter essere di conforto al resto della famiglia in un momento tremendamente difficile come quello che tutta la famiglia sta attraversando.

Nelle poche ore trascorse a Parigi, Cesare – il figlio nato dal primo matrimonio di Mauro e insieme al quale gestisce il negozio di foto a Ponticelli di Santa Maria a Monte – è stato costretto a fare la spola fra i due ospedali nei quali sono ricoverati il papà e la sorellina. Con lui anche Francesca Teoducci, quarantadue anni, seconda moglie di Mauro e mamma di Vittorio ed Emma.

Mauro Boschi, sessant'anni, fotografo, è infatti ricoverato nel reparto di rianimazione dell'Hopital européen George Pompidou, a poche decine di metri dalla Senna e dalla sede della televisione francese, mentre la piccola Emma – dopo aver trascorso la prima serata sotto osservazione nel reparto di emergenza e urgenza – si trova adesso in una cameretta dell'hopital Necker, il più importante centro pediatrico parigino, situato non lontano dalla Tour Eiffel e dai Giardini di Lussemburgo.

«Papà è stazionario – racconta Cesare con un filo di voce – ed è ancora in coma farmacologico. Le sue condizioni restano gravi. Con Emma, invece, ho potuto parlarci. Fortunatamente almeno lei sta bene».

All'ospedale Necker si trova anche Vittorio. Il suo corpicino senza vita è infatti conservato nel reparto di medicina legale della struttura pediatrica parigina. Non è ancora chiaro se la magistratura francese ne disporrà l'autopsia per avere elementi utili a ricostruire la dinamica dell'incidente. «Su questo non c'è ancora chiarezza», spiega ancora Cesare. Il fratello più grande, però, ha potuto vedere Vittorio. «Sì, me lo hanno permesso», dice senza aggiungere altro.

Riguardo alla dinamica dello scontro in cui ha perso la vita Vittorio Boschi, non si conoscono al momento ulteriori dettagli sulla dinamica. L'auto a noleggio sulla quale si trovavano Mauro, Francesca, Emma e Vittorio stava percorrendo l'autostrada che collega Eurodisney a Parigi quando è stata tamponata dal dietro e scaraventata sulla carreggiata opposta, dove un camioncino si è schiantato sul lato del conducente della vettura. Ad avere la peggio sono stati i due che si trovavano sul fianco sinistro della macchina: il piccolo Vittorio, seduto sul sedile posteriore, e papà Mauro, che invece era al volante dell'auto. Pressoché incolumi, invece, mamma Francesca – sotto choc, ma illesa – e la figlia Emma, che è stata comunque precauzionamente ricoverata in ospedale.

Si profilano tempi lunghi, intanto, per il rientro da Parigi della salma di Vittorio Boschi. La procedura per far tornare a Pietrasanta, paese in cui abitava, il corpo del piccolo si preannuncia lunga e complessa per questioni di ordine burocratico.

Claudio Vecoli

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