Sicurezza
Teneva il padre segregato Condannata albergatrice
Lasciato nudo, con la barba incolta e solo in compagnia del suo cane La donna venne arrestata nel 2009, ora il processo di primo grado
VOLTERRA. I carabinieri lo trovarono da solo. Era stato lasciato a dormire su un vecchio materasso adagiato sul pavimento in una squallida stanza. No aveva lenzuola e nemmeno cuscini. La barba incolta e una vecchia coperta addosso. Era nudo, in uno stato di sopore, con un unico conforto, quello della compagnia del suo cane di grossa taglia.
Una scena difficile anche solo da immaginare: l’ultraottantenne era gravemente ammalato di Alzheimer e di demenza senile.
La stanza riservata al vecchietto era quella di un albergo di Volterra e i militari ci erano arrivati dopo avere ricevuto la richiesta di intervento da parte di un familiare del pensionato. Ora quella vicenda è arrivata in tribunale a Pontedera dove si è concluso il processo contro la figlia del pensionato, Anna Mannaioni, 59 anni, accusata di abbandono di persone incapaci. La donna è stata condannata a 6 mesi di reclusione (pena sospesa), al pagamento di un risarcimento danni alla parte civile di 5mila euro. Dovrà anche pagare le spese legali per la costituzione di parte civile stabilite in circa 3.500 euro e lese spese processuali.
Il fatto risale all’agosto del 2009. La figlia, una albergatrice abbastanza conosciuta a Volterra residente a Peccioli, finì in manette. Mesi prima dell’arresto della donna il pensionato, che in precedenza abitava con l’altra figlia, era stato ricoverato in ospedale sempre a causa della malattia che da anni lo tormenta.
Una volta dimesso, la figlia, che è titolare dell’albergo dove poi i carabinieri hanno trovato il pensionato, lo aveva voluto con sé. Ma non gli aveva “riservato” una camera dell’albergo ma quell’angusto spazio trovato in condizioni igieniche abbastanza precarie.
Come in tutti questi mesi nessuno abbia notato l’anomala situazione non è chiaro.
La figlia era stata tratta in arresto e accusata di maltrattamenti in famiglia e di abbandono di persona incapace.
Dopo l’arresto ottenne subito gli arresti domiciliari e venne rimessa in libertà visto che non aveva mai avuto alcun problema con la giustizia.
Per tentare di spiegare come mai teneva il genitore in quelle condizioni aveva detto ai carabinieri di non voler mandare il padre in un istituto e di non essere riuscita a trovare per lui un’altra sistemazione.
I carabinieri richiesero anche l’intervento dell’Asl (sono state evidenziate le condizioni igieniche precarie della camera) e degli assistenti sociali che si sono poi occupati del caso anche se l’anziano già all’epoca aveva un amministratore di sostegno proprio per le sue condizioni di disagio.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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