Il Tirreno

Pontedera

Pirogassificatore, la sedia per Rossi rimane vuota

di Giacomo Pelfer
Pirogassificatore, la sedia per Rossi rimane vuota

Il Comitato Antinquinamento stuzzica il presidente della Regione Toscana per il mancato faccia a faccia. C’è ottimismo per la prossima udienza al Tar

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CASTELFRANCO. La sensazione è quella di un cauto ottimismo. Un invito alla calma e alla fiducia verso la prossima udienza del Tar fissata per il 20 novembre. Un ottimismo, però, che non lascia spazio a entusiasmi o rilassamenti, pronto a diventare ancora una volta protesta, anche clamorosa, nel caso di un via libera all’impianto. È il clima che si respirava venerdì sera, nella contrada San Bartolomeo, all’assemblea indetta da Rifondazione Comunista e Unione Inquilini per fare il punto sul caso del pirogassificatore. Una battaglia che in questi giorni ha compiuto i due anni di vita e che sembra avvicinarsi allo scontro decisivo.

Il quadro. Il 20 novembre, infatti, il Tribunale amministrativo regionale tonerà ad occuparsi dell’impianto montato da Waste Recycling, a distanza di otto mesi dal congelamento disposto a marzo, sulla base dei ricorsi presentati da Comune, Rifondazione e Comitato Antinquinamento. In mezzo il pronunciamento del Consiglio di Stato, che aveva stracciato l’inibizione ai lavori per il completamento dell’impianto, ribadendo però lo stop alla messa in funzione. «Facendo i dovuti scongiuri – ha esordito Luca Scarselli dell’Unione Inquilini – le premesse sembrano più favorevoli a noi. In ogni caso, aspettiamo la sentenza». Sentenza per la quale si dovrà attendere almeno qualche settimana dopo l’appuntamento del 20 novembre. Da qui l’invito alla calma, «in attesa di vedere come si comporterà il Tar e soprattutto cosa sarà scritto nelle motivazioni». Al centro dell’attenzione le prescrizioni urbanistiche, «perché nel Piano strutturale – ha ricordato Scarselli – quell’area è destinata ad “attività altamente tecnologiche non inquinanti”. Il Tar potrebbe dichiarare la non conformità urbanistica, lasciando però alla società la possibilità di fare causa al Comune».

La poltrona vuota. L’incontro è servito soprattutto per riaccendere l’attenzione e mandare un messaggio chiaro al governatore Enrico Rossi: «Venga qui, e non a Pontedera, a motivare le proprie posizioni sul pirogassificatore», hanno sottolineato i presenti, in riferimento alla visita del governatore, pochi giorni fa, nella città della Vespa. A lui, del resto, era stata preparata anche una poltrona riservata, rimasta lì, vuota, a ricordo di un faccia a faccia che non c’è mai stato. «È bene ricordare – ha detto Aurora Rossi del Comitato Antinquinamento – che se non fosse stato per lui, ormai, del pirogassificatore non se ne parlerebbe più. Sono comunque ottimista, perché penso che i tre ricorsi si sostengano a vicenda. Viceversa saremmo di fronte a un controsenso, a un’enorme ingiustizia, e pronti a tornare subito alla protesta». Secondo Andrea Corti, consigliere provinciale di Rifondazione, «la battaglia di Enrico Rossi non è casuale: in ballo c’è il futuro della gestione dei rifiuti. Il caso di Castelfranco è investito di un ruolo superiore: se il Tar confermasse il primo pronunciamento, ci sarebbero ripercussioni, a cascata, su tanti altri territori».

Le battaglie ambientali. Presente, alla serata, anche un folto gruppo di cittadini di San Donato impegnati nella lotta al biogas, che ha fornito l’occasione per un dibattitto sulle tante questioni ambientali che investono il comprensorio. Sulle maleodoranze, in particolare, Aurora Rossi è tornata a sollecitare l’Arpat, «che ha corretto se stessa – ha ricordato – prima puntando il dito su Waste Recycling, poi su Aquarno. Adesso chiediamo di sapere di chi è la responsabilità».

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