Proteste
A 12 anni chiedeva il “pizzo”
«Dacci i soldi o ti sfasciamo il motorino»: nei guai due minorenni di Santa Croce
SANTA CROCE. Sono ancora bambini e già si ritrovano con una segnalazione per reati gravi alla procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Firenze e all’ufficio Politiche Sociali del Comune. Volevano soldi da un coetaneo... per non spaccargli il motorino. La scena in un parco giochi di via Caravaggio con tanto di inseguimento nelle vie vicine.
Bulli di 12 e 14 anni, residenti a Santa Croce e che la polizia municipale ha identificato dopo giorni di indagini. Tra l’altro, il bambino di poco più di 12 anni non è imputabile anche se, dopo questo episodio, sarà seguito con una certa attenzione anche dai servizi sociali.
Le ipotesi di reato ravvisate dalla polizia municipale, che è intervenuta dopo l’atto di bullismo, vanno dalla minaccia alla tentata estorsione, al porto di arma impropria atta ad offendere.
Per quanto concerne la minaccia, si tratta di un reato perseguibile solo nel caso di querela dalla parte offesa. Denuncia finora preannunciata ma che per adesso non è stata formalizzata, come ha spiegato la Municipale.
Vittima dell’aggressione conseguente alla richiesta di denaro un quindicenne al quale sono stati chiesti soldi per non vedersi danneggiato il ciclomotore.
Al rifiuto del quindicenne ne è derivata una discussione con inseguimento con tanto di bastone di legno alla mano. Ad un certo punto è comparso perfino un tirapugni (oggetto per il quale è vietato e punito penalmente il porto in luogo pubblico).
Per fortuna, al di là di qualche spintone, il ragazzo non è stato in alcun modo colpito. La vittima, una volta riuscito a fuggire, ha chiamato la forze di polizia, descrivendo gli aggressori ed indicando anche le persone che hanno assistito al fatto, le quali hanno confermato la sostanza dei fatti con dichiarazioni testimoniali.
"Curioso" che a vedere e a testimoniare siano stati altri minori. C’è infatti un risvolto altrettanto grave. Al fatto ha assistito un adulto intervenuto per mettere fine all’inseguimento. Ma l’uomo non è stato in grado di fornire alcuna indicazioni utile a facilitare il riconoscimento dei due minori.
A conferma che spesso sono proprio i più giovani a collaborare con gli organi di polizia per l'accertamento della verità mentre per gli adulti sovente a prevalere sul senso civico e di giustizia è la volontà di non restare in alcun modo coinvolti. «Ad ogni buon conto, sulla base delle descrizioni ed informazioni acquisite, nel giro di un paio di giorni si è giunti alla identificazione dei due segnalati e al loro riconoscimento da parte dei testimoni», come ha spiegato il comandante Sandro Ammannati.
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