Il Ministero firma l’Inps paga la Cassa ai dipendenti Cdc
Interessati i 49 della logistica e parte dei 232 del commercio L’azienda resta in attesa della risposta del ceto bancario
PONTEDERA. Nero su bianco. È una firma che vale un sospiro per i lavoratori della Cdc Spa. Se non proprio di sollievo è per una preoccupazione in meno, a fronte della grave crisi dell’azienda che ha portato lo scorso giugno agli accordi per la cassa integrazione straordinaria. I decreti del ministero del Lavoro, infatti, da mercoledì sbloccano i pagamenti delle indennità. E ridanno un po’ di ossigeno soprattutto a quei dipendenti in cassa a zero ore. Resta ancora da decifrare, invece, la risposta del ceto bancario in merito al piano industriale e alle relative esigenze finanziarie presentato dal management del colosso informatico di Gello.
Interessati dai provvedimenti che danno il via libera all’Inps per i pagamenti delle indennità sono i 49 addetti del reparto logistica, a fronte dell’accordo dello scorso 18 giugno che ha definito un anno di Cigs per la cessazione dell’attività. Inoltre, con numeri variabili sulla scorta delle esigenze di continuità aziendale, i 232 addetti dell’area commerciale. In questo caso, la Cassa è stata concessa al colosso informatico per crisi aziendale e interessa sia la sede di Gello che una serie di unità distaccate.
I provvedimenti, che abbracciano un periodo che va dal 18 giugno scorso al 17 giugno del prossimo anno, sono destinati a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Quelle sollevate dai dipendenti che in questi mesi si sono trovati nell’impossibilità di accedere ai meccanismi dell’anticipo del pagamento dell’indennità, sulla scorta dell’accordo della Provincia di Pisa con la Cassa di risparmio di San Miniato e la Banca di credito cooperativo di Fornacette.
«I decreti concludono l’iter relativo alle pratiche di cassa integrazione straordinaria e autorizzano l’Inps al pagamento diretto ai lavoratori dell’indennità - afferma l’amministratore delegato Cdc Enrico Dell’Artino -. L’azienda si è impegnata perché potessero perfezionarsi nel minor tempo possibile».
Nelle stanze della Cdc Spa sarebbe arrivata una prima proposta del ceto bancario. Una risposta attesa sulla scorta del piano proposto dall’azienda per garantire la continuità aziendale a fronte dell’attuale indebitamento e delle esigenze di nuova liquidità per circa 25 milioni di euro. È stato presentato la scorsa settimana a Milano il piano industriale messo a punto dal management del colosso informatico con l’advisor Deolitte Spa. Una decina gli istituti di credito interessati.
I tempi per trovare una nuova quadratura del cerchio si fanno stretti. Il consiglio di amministrazione della Cdc ha convocato il 12 novembre i soci per deliberare sulla messa in liquidazione dell’azienda, o in seconda convocazione il 23 dello stesso mese. Un passaggio tecnico, sulla scorta dei tempi previsti dalla legge per la convocazione dei soci, ma che segna i tempi per una soluzione in positivo. Prima del 12 novembre dovrà arrivare la posizione del ceto bancario in modo che il Cda dell’azienda di Gello possa avere il tempo per valutarla e assumere le decisioni conseguenti.
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