Finanza
Chiude il centro accoglienza, profughi senza documenti
VOLTERRA. Appello dei profughi “libici” di stanza a Volterra affinché le istituzioni si muova in qualche senso. «Noi pensiamo che se viene deciso di chiudere i centri di accoglienza, ci devono essere...
VOLTERRA. Appello dei profughi “libici” di stanza a Volterra affinché le istituzioni si muova in qualche senso. «Noi pensiamo che se viene deciso di chiudere i centri di accoglienza, ci devono essere concessi i documenti per andare in un altro paese a cercare lavoro - scrivono in un comunicato congiunto i profughi del centro di accoglienza di Volterra - sessantuno anni fa è stata firmata la Convenzione di Ginevra e l'Italia l'ha sempre rispettata: ci aspettiamo che la rispetti anche questa volta perché la nostra situazione è molto grave qui e nei nostri paesi di origine lo è ancora di più».
Al 31 dicembre, salvo proroghe delle quali tuttavia al momento non si è ancora vista traccia, il centro di accoglienza della scuola elementare S. Chiara di Volterra, costituito per far fronte all’emergenza migranti causata dalla guerra in Libia, verrà chiuso. Stesso destino del resto si prefigura per i centri di emergenza di tutta Italia. All’orizzonte la seguente situazione: circa 20 persone per la strada, in alcuni casi prive di documenti: sia chi ha ottenuto l’asilo; sia chi al momento è in causa attraverso il tribunale per ottenerlo, cioè la maggior parte di loro. Nella giornata di venerdì 18 ottobre un dirigente dell’Ufficio Immigrazione della questura si è recato in quel di Volterra allo scopo di valutare la situazione. «Per quanto riguarda i documenti - spiega Chiara Molinari dello Sportello Immigrati di Volterra - in sostanza permessi di soggiorno, l’Ufficio Immigrazione della questura di Pisa si è impegnato a provvedere il più velocemente possibile». Molti degli “ospiti” del centro di accoglienza volterrano hanno fatto ricorso contro il parere della Commissione Territoriale che non ha concesso loro alcuna protezione e, utile ancora una volta ricordare, sono a tutt'oggi privi di un permesso di soggiorno che consenta quanto meno di cercare un lavoro. “L'emergenza profughi" terminerà a dicembre e, a circa due mesi dalla fine dell'accoglienza, di fatto non è stata ancora data una risposta certa a queste persone.
Gianni Bianchi
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