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«Basta insinuazioni» Dipendenti comunali strigliano il sindaco

di Francesca Suggi
«Basta insinuazioni» Dipendenti comunali strigliano il sindaco

VOLTERRA. Stufi. Indignati. Amareggiati. I dipendenti comunali decidono di mettere un freno alle allusioni del sindaco Marco Buselli rispetto all’ipotesi di un loro coinvolgimento nel caso-benzinopoli...

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VOLTERRA. Stufi. Indignati. Amareggiati. I dipendenti comunali decidono di mettere un freno alle allusioni del sindaco Marco Buselli rispetto all’ipotesi di un loro coinvolgimento nel caso-benzinopoli e gestione allegra delle auto del Comune.

«Esprimiamo indignazione per le continue e ripetute affermazioni di Marco Buselli diffuse in questi giorni che insinuano comportamenti illegittimi e, o fraudolenti dei dipendenti», premette la rsu comunale.

Grazie a un dipendente è scoppiato il caso. Sulla questione, oggetto di un esposto e di numerose interrogazioni da parte delle opposizioni, il sindacato precisa che «quel mezzo destinato agli organi di rappresentanza (Fiat Brava) è consentito ai dipendenti solo in casi estremi, quando cioè non sono disponibili altre auto per esigenze urgenti e irrevocabili». Dopo la regola generale, si va nel particolare: «È stato in occasione di una richiesta di un lavoratore che l’ufficio preposto si è accorto della mancanza della carta carburante, della quale è stata immediatamente effettuata denuncia di smarrimento, con relativo blocco della carta».

Un illecito, non un errore procedurale. La rsu ripercorre la vicenda. «L’indignazione scaturisce dal fatto che Buselli definisca “facilmente irsolta”, con presa d’atto di un “semplice errore procedurale” un illecito utilizzo della carta e che, invece di assumersi le proprie responsabilità e pretendere che i coinvolti facciano chiarezza, sposti strumentalmente l’attenzione sui dipendenti, come potenziali indiziati in questa ennesima e triste pagina di governo locale».

Sul presunto spionaggio. Il sindacato pretende una presa di posizione del sindaco nei confronti delle dichiarazioni a firma Pdl e Marco Costanzi «che usano termini offensivi nei confronti dei lavoratori, insinuando tra l’altro che potrebbero esistere “delle talpe che invece di svolgere le loro mansioni eseguono un lavoro politico a servizio di alcuni partiti”». A tal proposito «ricordiamo che esiste un apposito regolamento disciplinare all’interno del contratto di lavoro che definisce i comportamenti non conformi e che è l’amministrazione stessa che ha i mezzi per controllare internamento l’operato dei lavoratori».

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