Il Tirreno

Pontedera

Un’intera famiglia all’ospedale per i funghi

di Andreas Quirici
Un’intera famiglia all’ospedale per i funghi

Giorgio Corradetti, dirigente del Forcoli, con i due figli e la suocera ricoverati al “Lotti” a causa di un’intossicazione alimentare

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PALAIA. I soliti funghi dell'anno prima. Il ricordo di quanto fossero buoni, trovati in una oliveta vicino a casa, in aperta campagna.

Cucinati con le accortezze che richiede l'attenzione a questo genere di alimenti. Dodici mesi prima tutto a posto. Questa volta invece: intossicazione alimentare.

È accaduto alla famiglia di Giorgio Corradetti, dirigente della squadra di calcio del Forcoli, assente in panchina domenica scorsa proprio per una disavventura con i funghi.

«Ci siamo ritrovati con i dolori e il classico malessere, senza una vera spiegazione», dice Giorgio Corradetti, che ha trascorso un brutto weekend insieme ai due figli e alla suocera. Sono tanti i casi simili a questo. In aumento nelle ultime settimane e nemmeno l'Asl sa dare una spiegazione certa. Fatto sta che in molti si sono rivolti all'ospedale di Pontedera accusando diarrea e vomito dopo aver mangiato piatti a base di funghi trovati in qualche bosco o in campagna.

«I dottori che ci hanno curati lo hanno spiegato chiaro – racconta il dirigente del Forcoli –. Nelle ultime due settimane sono state tante le persone che sono state ricoverate per alcune ore a causa dei funghi. I nostri provengono dall'oliveta vicino a casa. Lo stesso posto dove ne avevamo raccolti anche l'anno scorso. E come quella volta li abbiamo cucinati con le teste d'aglio e con la massima cautela. L'anno scorso erano buonissimi e non ci hanno dato nessun tipo di problema. Questa volta ci hanno mandati all'ospedale».

Funghi mangiati il sabato a pranzo con una pastasciutta. E lo stesso giorno sono arrivati i malesseri tipici di un'intossicazione alimentare e quindi il ricovero.

«Ci hanno fatto flebo – dice – e somministrato i farmaci del caso. Siamo rimasti in ospedale fino al giorno seguente e non è stata per niente una bella esperienza. Anche perché è arrivata all'improvviso. Non è servito nemmeno stare molto attenti alla cottura o a cercarli in posti di cui ci fidiamo. Peccato, perché in questa stagione i funghi sono davvero buoni. Ammesso che siano commestibili e che non diano problemi».

Attenzione, quindi, a quel che si raccoglie da terra e che si mette in tavola. Stare all'ospedale per un giorno o più non è piacevole per niente. L'intossicazione alimentare è una bestia brutta e molto fastidiosa. Ed è dietro l'angolo. Anche in luoghi che si ritengono sicuri e al riparo da brutte sorprese.

Com'è successo appunto alla famiglia Corradetti. «Di sicuro continueremo a mangiarne – riprende il direttore generale del Forcoli – ma sicuramente il pensiero tornerà sempre a quel che abbiamo passato lo scorso fine settimana all'ospedale di Pontedera».

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