Il Tirreno

Pontedera

Lo sfogo del sindaco contro Monti

«Non si può continuare a scaricare la crisi sugli enti più vicini ai cittadini. Impossibile amministrare»

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PONTEDERA. Il sindaco Millozzi non ne può proprio più. E si sfoga. Contro i tagli agli enti locali.

«Nella mia veste di sindaco e di presidente dell'Unione dei Comuni mi sento in dovere di informare i cittadini del grave attacco che gli enti locali stanno subendo da parte del governo. L'esecutivo Monti ha sicuramente restituito credibilità internazionale al nostro Paese e ha rimesso i conti pubblici in ordine, ma non ha mai coniugato il rigore con la crescita e l'equità. Non si può scaricare la crisi sull'ente più vicino al cittadino e da questi più "controllabile". Le ultime misure disposte dall'esecutivo nazionale infatti mettono a serio rischio la possibilità di amministrare un territorio. La democrazia si regge sul sistema delle autonomie e sulla possibilità per ognuno di noi di determinare le cose che lo riguardano. C'è un termine, a volte poco conosciuto, che è "sussidiarietà": significa che le decisioni devono essere prese al livello istituzionale più basso, quello più vicino ai cittadini. È questo uno dei principi cardine delle moderne democrazie».

Secondo Simone Millozzi, non è comprensibile questo accanimento contro gli enti locali «su cui già è stata scaricata gran parte delle misure di riduzione della spesa e di argine alla crisi. Con l'Imu – aggiunge il sindaco – i Comuni sono stati trasformati in semplici esattori e privati di funzioni e di capacità decisionali su moltissime materie. È opportuno che la politica si faccia portavoce di questi problemi. Gli 8mila comuni italiani sono le istituzioni più vicine ai cittadini: le uniche che ogni giorno rappresentano lo Stato con la propria faccia, quelle che da sempre hanno il vincolo del pareggio di bilancio. Peraltro colpire i Comuni significa colpire i più deboli e le fasce dei cittadini più esposte. Faccio mie le parole del presidente nazionale dell'Anci, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia: "Non ci interessa il federalismo senza autonomia, perché avvicinare l'esercizio del potere pubblico ai cittadini deve significare in primo luogo che chi governa i Comuni deve esercitare piena autonomia politica, esercitando responsabilità. Tornare indietro rispetto ad una prospettiva di federalismo municipale, di decentramento di poteri e funzioni è un grave errore politico e culturale. Monti creda nei Comuni come leali compagni di viaggio, scommettere su di noi significa puntare sul riscatto dell'Italia. Anche perché non si può pensare di sostituire la politica con la Corte dei Conti"».

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