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La Provincia si chiude nel silenzio

Dopo la sentenza un cittadino chiede il rimborso della sanzione

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BIENTINA. Sugli autovelox della Bientinese e, soprattutto, sulla recente sentenza del giudice di pace di Pontedera che ha definito illegittimo il limite dei cinquanta chilometri orari nel tratto di strada che comprende proprio i due misuratori di velocità, la Provincia di Pisa non risponde. Nonostante le sollecitazioni pervenute dal nostro giornale. Da sabato scorso l’ufficio stampa dell’amministrazione provinciale ha infatti in mano una nostra richiesta ufficiale, in cui si chiede di aver un confronto con l’ufficio legale della stessa Provincia al fine di chiarire una volta per tutte come sta realmente la situazione. La decisione del giudice di pace, secondo il quale è ingiustificato il fatto che lungo la Bientinese, strada non interessante alcun centro abitato, vi sia previsto un limite di molto inferiore a quello previsto dal Codice della Strada (che è di 90), ha aperto infatti una serie di interrogativi che solo la Provincia può sciogliere. Intanto, sarebbe importante sapere se dal giorno della sentenza gli apparecchi sono rimasti in funzione oppure sono stati spenti in via precauzionale. Inoltre, cittadini e automobilisti vogliono sapere, a questo punto, se l’illegittimità del limite ha ripercussioni anche sulle multe. Insomma, dal momento che le multe scattate con l’autovelox sono basate su un limite di velocità bollato come “illegittimo” dal giudice di pace, la logica conseguenza potrebbe essere quella che anche le sanzioni elevate fossero e siano illegittime. Ma la Provincia non risponde. Non solo su questo punto, ma nemmeno sul resto. In mancanza di chiarimenti e delucidazioni, alcuni cittadini hanno già deciso di passare al contrattacco.

Come quel pensionato della provincia di Pistoia che nel primo pomeriggio dell’8 marzo 2011 si trovava a percorrere la Bientinese in direzione di Altopascio e che fu immortalato dall’autovelox ad una velocità di 67 chilometri orari. Nei giorni successivi gli arrivò a casa una multa di 176,15 euro, con la conseguente decurtazione di alcuni punti dalla patente di guida. Ebbene, oggi, dopo aver appreso della sentenza del giudice di pace, l’automobilista rivuole indietro sia i soldi della sanzione che i punti della patente. «Una multa comminata sulla base di un limite illegittimo – dice giustamente – non può essere ritenuta valida. Purtroppo, l’ho già pagata, ma scriverò immediatamente all’ufficio legale della Provincia di Pisa e alla Polizia provinciale affinché gli uffici procedano celermente con il rimborso».

Cristiano Marcacci

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