Il Tirreno

Pontedera

Autovelox-truffa, denuncia alla procura

di Sabrina Chiellini
Autovelox-truffa, denuncia alla procura

Avvocato di Pontedera chiede addirittura il sequestro dell’apparecchio lungo la provinciale delle Colline per Legoli

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PALAIA. Se l’autovelox è installato in maniera irregolare va da sé che anche tutte le multe “scattate” alle targhe delle macchine che non rispettano il limite di velocità non sono legittime. Anzi, sono una vera truffa ai danni degli automobilisti. Di questo è convinto l’avvocato di Pontedera Sergio Mori che recentemente si è rivolto al giudice di pace, presentando un ricorso, per chiedere l’annullamento di due verbali che la Polizia provinciale gli ha notificato per il superamento del limite di velocità imposto lungo la strada provinciale delle Colline per Legoli. Multe elevate all’altezza del bivio per Montefoscoli. Una volta si superava il limite di 70 chilometri orari per 15 chilometri e la seconda di 24 chilometri orari.

Rispetto alla multa del 13 giugno scorso, quella nella quale è stata accertata la velocità di 94 chilometri orari, l’avvocato si “giustifica” avendo agito in stato di necessità. Quel giorno correva, così si spiega nel ricorso, per raggiungere un familiare che si era sentito male a Pontedera.

Ma il punto vero, secondo il legale, è un altro e per questo ha chiesto al giudice di trasmettere gli atti alla procura di Pisa, in quanto si prospetta l’ipotesi della truffa.

La Provincia, spiega l’avvocato Mori, non nuovo a battaglie contro le multe effettuate in “automatico”, ha installato lungo la via provinciale delle Colline l’apparecchio per il controllo della velocità senza rispettare i criteri di legge.

«L’illegalità dell’apparecchio di misurazione – scrive Mori – comporta che la Provincia sta violando la legge penale». Motivo? Il decreto 117 dell’agosto 2007 prescrive che non ci devono essere tra il segnale di preavviso e l’apparecchio intersezioni stradali di alcun genere. Le foto prodotte dall’avvocato dimostrano una situazione ben diversa: dopo il segnale di preavviso per chi va verso Castelfalfi esiste l’incrocio per l’abitato di Montefoscoli. «Così si inganna l’automobilista perché non è chiaro se l’avviso esistente si riferisca ad un misuratore della velocità situato sull strada provinciale per Legoli o se riguardi un misuratore all’incrocio per Castelfalfi. E poi, come osserva ancora l’avvocato, «gli avvisi dell’esistenza dell’autovelox devono essere installati almeno 400-500 prima dello stesso. Qui la Provincia li ha fatti installare ad appena 180-200 metri prima del rilevatore». Di conseguenza l’automobilista «a meno che non sia Mandrake – si legge nel ricorso – si trova subito davanti al rilevatore senza poter adottare nelle immediate concorrenti sequenze degli avvisi alcuna manovra». Da qui la convinzione della truffa ai danni degli automobilisti ignari, ai quali «vengono spillati quattrini con un sistema di rilevazione illegale». Da qui la richiesta di trasmettere gli atti alla procura di Pisa perché effettui le necessarie indagini. L’avvocato chiede che siano indagate le persone che hanno permesso l’installazione in questa posizione dell’autovelox. Nel ricorso si chiede anche il sequestro preventivo dello strumento di misurazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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