Il Tirreno

Pontedera

Senza le querce tanti smottamenti

di Giacomo Pelfer
Senza le querce tanti smottamenti

Proteste a Staffoli per l’esito dell’operazione “sicurezza” messa in atto dalla Provincia lungo la Valdinievole

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SANTA CROCE. É una di quelle cose che s’imparano fin da piccoli, già sui banchi dell’asilo, quando la maestra elenca le tante qualità degli alberi. Poi magari ci se ne dimentica, eppure aveva ragione proprio lei, quando spiegava che le radici dell’albero mettono gli uomini al riparo da frane e alluvioni. Così, il caso di Staffoli torna a rinfrescare la mente agli adulti. Sono passate solo poche settimane dal taglio delle querce secolari lungo la via Valdinievole, e il terreno ha già iniziato a cedere, sotto la spinta delle prime piogge autunnali. Una serie di piccoli smottamenti, comparsi in questi giorni lungo il ciglione che costeggia la Provinciale, nel tratto a nord di Staffoli in direzione di Galleno. Cumuli di argilla ormai senza appigli, che finiscono per cadere sull’asfalto, aprendo tante piccole fenditure che minacciano di allargarsi nei prossimi mesi, togliendo letteralmente la terra sotto i piedi anche alle recinzioni delle proprietà lungo la strada.

È il risultato dell’operazione “sicurezza” messa in atto dalla Provincia lungo la Valdinievole, partita da Galleno in direzione del Ponte alla Navetta: “tabula rasa” di tutti gli alberi, anche quelli secolari, entro una distanza di sei metri dalla careggiata. Operazione a costo zero, grazie all’impresa edile di San Miniato che ha accettato di farsi pagare solo con la legna degli alberi abbattuti. Un intervento che ha colto di sorpresa Staffoli, generando perplessità e polemiche, e che è stato fermato per adesso nel tratto del comune di Santa Maria a Monte, dove l’amministrazione ha chiesto al Corpo Forestale la sospensione dei lavori proponendo la convocazione di un tavolo tecnico con tutti gli enti coinvolti.

A Staffoli, intanto, camminando lungo la Provinciale, il consigliere comunale Enrico Lazzeroni ci mostra i risultati dell’operazione. «Per risolvere un problema – dice – la Provincia ha finito per crearne uno peggiore. Hanno scelto una strada a costo zero perché non ci sono risorse, evitando di prendere in esame soluzioni alternative, come l’installazione di un guard-rail, e così adesso si ritrovano con queste piccole frane da sistemare. E la situazione è destinata a peggiorare, perché senza le querce questo terreno non regge». Non solo: c’è anche un punto dove agli alberi si è sostituito un ostacolo forse più pericoloso per gli automobilisti: «La scomparsa delle querce – prosegue – ha creato uno spazio a ridosso di una curva dove ogni sera viene parcheggiato un tir. Allora, a conti fatti, non era meglio tenersi gli alberi?».

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