Sicurezza
Ricette facili, si difende il medico sotto indagine
PONTEDERA. «Sono piuttosto tranquillo, credo che non avrò difficoltà ad uscire da questa storia e francamente non capisco come il mio nome possa essere finito in questa indagine». Il medico dell’ospe...
PONTEDERA. «Sono piuttosto tranquillo, credo che non avrò difficoltà ad uscire da questa storia e francamente non capisco come il mio nome possa essere finito in questa indagine». Il medico dell’ospedale Lotti finito sotto inchiesta per un presunto giro di ricette facili in cambio di favori respinge ogni accusa e si dichiara completamente estraneo alla vicenda. Amerigo Celandroni è uno stimato pediatra nonché primario del reparto di pediatria dell’ospedale Lotti di Pontedera. «Quei farmaci li ho prescritti in quanto sono necessari alla cura dei bambini durante l’allattamento. Non ho ceduto ad alcuna lusinga come ho spiegato anche ai carabinieri del Noe che, ormai alcuni giorni fa, sono venuti nel mio ambulatorio all’ospedale». Il medico dopo che gli è stato notificato l’avviso di garanzia con l’accusa di corruzione ha informato l’Azienda sanitaria locale 5 per cui lavora. Quest’ultima, come è la prassi, ha aperto e subito congelato in attesa dell’esito dell’inchiesta giudiziaria una procedura disciplinare.
«Sono molto dispiaciuto che il mio nome sia finito nelle carte di questa inchiesta. Io ho avuto diversi colloqui telefonici con l’azienda farmaceutica Innovative ma solo perché mio figlio lavorava per loro e doveva avere dei soldi per una vertenza che è ancora in corso. Se qualcuno ascoltasse le intercettazioni potrebbe facilmente capire che sono estraneo a questa storia».
Nelle scorse settimane i Noe di Genova hanno consegnato alla procura di Savona che sta coordinando l'inchiesta sulle mazzette in cambio di ricette facili le intercettazioni. A ragionare al telefono sui possibili "benefit" da proporre ai medici da convincere a prescrivere i parafarmaci prodotti da una ditta della Val Bormida, la Innovative Pharma, sarebbero stati i 2 soci, Moreno Cavazzoli, da anni nel campo della farmaceutica e dei laboratori clinici, e Gianfranco Pistone, cancelliere del tribunale di Savona in aspettativa con interessi e compartecipazioni aziendali all'Est. Numerosi i medici indagati in varie regioni.(s.c.)
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