Attenzione
La città delle luci non perde fascino
A spasso tra le giostre e le attrazioni del Luna Park
PONTEDERA. I cavallini, le macchinine e i dischi voltanti. Rassicuranti nei loro su e giù con mille suoni e colori. Il trenino a mo’ di bruco che s’infila nella mela e il tappeto elastico dove fare salti a non finire. E’ il luna park della Fiera di San Luca che entrerà nel vivo da sabato prossimo fino a domenica 28 ottobre. Le giostre tradizionali, quelle che ogni anno sono nello stesso posto e che vengono definite “di organico”. Ma anche le novità come l’attrazione che per 12 euro di spara dentro una sfera a 50 metri d’altezza in un secondo e due a 160 chilometri all’ora. In pratica un bungee jumping al contrario. Le luci stanno per accendersi e non bisogna fare altro che farsi trasportare dai suoi e dai colori del divertimento.
Mentre i giostrai sperano che il tempo sia bello. Già, perché quelle luci sempre accese («Altrimenti è come avere la saracinesca chiusa in un negozio», dice Paolo De Bianchi che gestisce la Pista a 8 per bambini) e quella musica sparata a tutta ha costi che restano fissi anche se sulla giostra c’è un solo cliente. «Il mondo è cambiato – dice Fortunato Rinaldi – Oggi i bambini hanno i videogiochi in casa e non si emozionano più di tanto all’idea di salire sui dischi volanti. E per noi è sempre più difficile, specie se ci ritroviamo in zone delle città periferiche e mal tenute, con buche enormi e un suolo pubblico alle stelle». I due giostrai tengono a precisare che «Pontedera è tra le città che meglio accolgono il luna park e che si tratta di un appuntamento molto sentito dalle famiglie». La domenica arrivano anche 70mila persone desiderose di salire sullo storico Tagadà o sulla Ruota panoramica o ancora sulle montagne russe.
Grandi che tornano bambini e piccoli che si dimostrano un po’ più adulti. «Prima sul Bruco Mela salivano a 5 anni – racconta Dino Marzocchini – ora già a tre anni. Questa giostra è da sempre molto ambita perché segna il passaggio tra le attrazioni per i piccolissimi e quelle per chi sta cominciando a crescere». Sono oltre 60 le giostre nello spazio dedicato alla fiera. Circa 35 quelle in movimento. Il resto sono le classiche “pesche” o il “tiro a qualcosa” o le sale giochi. Un esercito di 100 e più persone che lavora nell’industria del divertimento spostandosi in roulotte con tutti i confort e che spende anche 100mila euro per una struttura che guadagna col bel tempo e che perde soldi se piove. «Siamo stati a Empoli – racconta Maicol Contiero, settima generazione di giostrai, in città con la sfera sparata a 50 metri d’altezza – e dopo Pontedera andremo a Fucecchio».
Tre euro è il prezzo medio per salire sui vari trenino fantasma o gatto delle nevi o sul pendolo che oscilla e che ti toglie il fiato. «Lavoriamo con questi prezzi dal 2001», racconta Valentino Peluffo che gestisce la giostra Sojuz, in onore a una navicella spaziale dell’Unione Sovietica. Le Bolle d’acqua (sfere di plastica trasparente dove montano i bambini per stare a galla in una sorta di piscina e camminarci sopra) costano 5 euro, 1,40 ogni gettone per gli storici autoscontro. «Sappiamo che di questi tempi non è facile per le famiglie – riprende Di Bianchi – ma il nostro è divertimento vero, non virtuale di chi sta seduto sul divano e guarda la tv». Andreas Quirici
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