Il Tirreno

Pontedera

«Noi segretari democratici voteremo per Bersani»

di Francesca Suggi
«Noi segretari democratici voteremo per Bersani»

In tutta la provincia, dalle stanze istituzionali Pd un coro unanime contro Renzi «Rinnovamento in corso da tempo, io ho 25 anni e nessuno mi ha mai ostacolato»

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PONTEDERA. Sono pronti a giurare che non si tratta di un ordine “di scuderia”. E che addirittura, quel processo di rottamazione dei baroni della politica targata Pd è già in corso da anni, all’interno del partito: loro, il popolo istituzionale dei segretari “democratici” della provincia voterà, praticamente in toto, alle primarie, per Pierluigi Bersani. Altro che camper, comunicazione in stile Obama e sparate del rampante Matteo Renzi.

«La mia esperienza è la prova schiacciante che nel Pd il rinnovamento è in corso: io mi sono avvicinato alla politica nel 2008 con Veltroni, avevo 21 anni e ho sempre avuto la possibilità di esprimermi e fare strada all’interno del partito, senza ostruzione. Dico solo che si può essere senza contenuti anche se si è giovani». Arriva dal segretario di Castelfranco, Federico Grossi la frecciata che mira dritto al “mediatico camperista” sindaco di Firenze, che con quel mezzo fai da te sta girando l’Italia per la sua campagna elettorale. Lui ha 25 anni, il suo collega di Santa Maria a Monte, Antonio Torrini, di anni ne ha 34 e la “sottile linea rossa” è la stessa. «Bersani dà un grande senso di fiducia e di capacità di saper mettere insieme le varie anime del partito, mentre Renzi è troppo protagonista». E, da giovane che parla ai suoi coetanei e alla voglia di rinnovamento: «Questo dualismo sta facendo bene all’Italia perché una scossa così forte in direzione del rinnovamento altrimenti non l’avremmo avuta». Prendendo in prestito un vecchio slogan del marketing, secondo alcuni la concorrenza è in qualche modo pure l’anima della politica. Rottamazione compresa. «Posso smentire questa necessità di rottamazione, ne sono l’esempio», si racconta Alberto Lenzi, 38enne, segretario dell’unione comunale Pd a Fauglia. «Mi sono avvicinato alla politica nel 2009, subito dopo ho avuto un incarico regionale, senza alcuna preclusione».

Dall’Alta Valdicecina, passando per la zona del Cuoio, la Valdera e il Lungomonte il pensiero dei segretari è univoco: Bersani dà fiducia, sposa un progetto di sinistra progressista, è onesto, serio, ha l’esperienza per governare un paese.

«Non ho mai avuto dubbi, sostengo Bersani», ribadisce senza se e senza ma AntonioPasquinucci, segretario democratico di Pontedera, 40 anni suonati e voglia di primarie. E Bersani sia anche in quel di Calcinaia, per il 37enne Mario Zega, al timone della segreteria Pd e a Capannoli con Barbara Cionini e il neo comitato Capannoli per il Pd. Pure a Lajatico, dove il comitato pro non è ufficialmente ancora nato, il segretario dell’unione comunale Nedo Creati ssostiene «l’esperienza», dice. Stesso pensiero vale per Francesca Agostini, da Chianni.

Lo schieramento per “l’uomo della piazza e delle radici” che duella con il giovane del Big Bang è compatto pure tra i segretari dell’Alta Valdececina. A Volterra c’è Daniele Moretti, Pomarance serve MarcoGarfagnini. A Castelnuovo il 56enne Amerigo Rossi stringe, idealmente, la mano a Bersani. «Esperienza, serietà e onesta sono le qualità di Bersani che danno fiducia e mi portano a sostenerlo: nel comitato appena sorto da noi stiamo raccogliendo le adesioni».

Comune che vai, comitato che trovi. Con confronti a volte coloriti tra i due schieramenti pro rottamatori e pro passatisti, come qualcuno ha definito i bersaniani.

Tra questi anche il segretario Pd di Cascina, Andrea Paganelli che senza ombra di dubbio voterà “l’esperienza”.

Nel coro si aggiungo le voci che si levano dal comprensorio del Cuoio: insieme a Castelfranco, Santa Maria a Monte si aggiunge il segretario democratico di Montopoli, Sandro Vanni. «Stiamo lavorando per le adesioni al comitato nato da poco, sin dal primo momento non ho avuto dubbi sulla persona a cui andrà la mia preferenza, ovvero Pierluigi Bersani: essere giovani, senza contenuti, non vuol dire niente», chiosa, con una sua personale critica al guru della Stazione Leopolda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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