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Contro i tagli avvocati in sciopero

Contro i tagli avvocati in sciopero

Il consiglio dell’ordine impegnato per salvare il “tribunalino”

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PONTEDERA. Uffici giudiziari fermi martedì 23 per effetto dello sciopero proclamato dall’Oua (Organismo unitario dell’Avvocatura) contro la riforma della geografia giudiziaria decisa dal Governo e contro la soppressione delle sedi distaccate dei tribunali, tra cui anche quella di Pontedera.

«Come consiglio dell’ordine degli avvocati – spiega la presidente Rosa Capria – stiamo portando avanti iniziative di protesta sia a carattere nazionale che locale».

Del resto fino da quando il Governo ha annunciato il progetto di razionalizzazione della rete dei tribunali gli avvocati si sono detti pronti a ricorrere alla Consulta per continuare la battaglia contro la chiusura di centinaia di uffici giudiziari minori.

Gli avvocati stanno lavorando ad una legge di iniziativa popolare per chiedere l’abrogazione della normativa sui tagli alla giustizia. Alcune regioni stanno impugnando la normativa, come spiega la presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Pisa, per violazione dell’articolo 76 della Costituzione. Una strada che gli avvocati pisani potrebbero proporre anche alla Regione Toscana come estremo tentativo per salvare dalla chiusura gli uffici giudiziari di Pontedera.

«Siamo in contatto con i parlamentari di zona – continua l’avvocato Capria – e l’amministrazione comunale di Pontedera. Quest’ultimo chiederà al Ministero la proroga di cinque anni del provvedimento di chiusura della sezione distaccata. E noi, come avvocati, abbiamo già dato il nostro parere positivo». In sostanza il Comune sta tentando di giocare l’ultima carta che ha a disposizione per scongiurare la fine del tribunalino della Valdera.

Presentando al Ministero la richiesta di una deroga di cinque anni rispetto alla chiusura non viene bloccato l’iter di accorpamento della sede distaccata con il tribunale di Pisa.

Se il Ministero della Giustizia accoglierà questa richiesta verrà impedita la chiusura degli uffici di Pontedera che, pur non essendo più formalmente sede distaccata, continuerà a lavorare quale succursale della sede circondariale.

«Se il Ministero dovesse respingere la nostra richiesta – aggiunge Rosa Capria – impegneremo questa decisione così come faremo con i decreti attuativi».(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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