Il Tirreno

Pontedera

Sfrattata da casa novantenne malata

Sfrattata da casa novantenne malata

Il proprietario rivuole libero l’immobile. Il giudice ha disposto l’intervento dell’ufficiale giudiziario e di un’ambulanza

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SANTA MARIA A MONTE. Da una parte c’è il proprietario che vuole avere la disponibilità di una casa a Montecalvoli, affittata ad un’anziana di oltre 90 anni sfrattata per finita locazione ormai già da oltre un anno e mezzo.

Dall’altra c’è la pensionata, nel frattempo riconosciuta non perfettamente in grado di badare a se stessa tanto che le è stato nominato anche un amministratore di sostegno. Anziana, con una serie di problemi di salute, assistita da una badante e con tre figli che almeno finora non erano riusciti a trovare una soluzione alternativa per la madre.

Nessuno dei tre ha la possibilità di prendere in casa la madre e al tempo stesso l’ipotesi di un ricovero in un istituto di ricovero, oltre che per un problema di costi, non sembra praticabile. Alla pensionata verrebbe all’improvviso a mancare la casa dove ha vissuto per anni. Tra l’altro, nei mesi scorsi, sono già stati interpellati due istituti a Navacchio e Calcinaia per capire se lì l’anziana poteva essere ricoverata anche temporaneamente. Ma anche questa strada non ha portato alla soluzione del problema.

Con queste premesse siamo arrivati ad oggi. La donna rischia di essere sfrattata con la forza pubblica e l’intervento di un’ambulanza. Così ha stabilito il giudice del tribunale di Pontedera su richiesta dell’avvocato che tutela il proprietario dell’immobile.

Ambulanza che interverrà insieme all’ufficiale giudiziario a spese dell’anziana che percepisce una pensione di circa mille euro mensili. L’avvocato della donna, Ivo Gronchi di Pontedera, ha chiesto un ulteriore rinvio dello sfratto ormai esecutivo da tempo. Ora che una delle figlie è stata nominata amministratore di sostegno della vedova è possibile che nell’arco di due o tre mesi all’anziana venga trovata una sistemazione alternativa. Un rinvio consentirebbe del resto di evitarle il trauma di lasciare in maniera forzata la “sua” casa, i suoi punti di riferimento.

Finora i quattro tentativi di accesso all’appartamento affittato alla pensionata si sono conclusi con un nulla di fatto proprio per le condizioni di salulte della sfrattata.

Ora che è stato individuato un familiare come punto di riferimento il giudice ha deciso che la pensionata potrà andare a casa della figlia (nominata amministratore di sostegno) o a casa degli altri due figli. Oppure l’ambulanza potrà accompagnarla in un’altra struttura o abitazione indicata dalla stessa anziana il giorno dello sfratto fissato proprio per oggi. Ma la novantenne probabilmente non è in grado di prendere questa decisione. Così come non lo sono stati i figli a giudicare dalle estreme conseguenze a cui è arrivata questa vicenda. Probabilmente stamani si tenterà un’ulteriore mediazione anche con la proprietà dell’immobile rappresentata dall’avvocato Silvia Carli. Altrimenti l’anziana, che non è in grado di decidere per se stessa, rischia di trovarsi senza un “tetto” certo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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