Finanza
Il piano all’esame delle banche
Nel summit di Milano presentate le esigenze dell’azienda
PONTEDERA. L’attesa si fa pressante. Nelle stanze della Cdc Spa adesso si aspetta un cenno dagli istituti bancari in risposta al piano proposto dall’azienda per garantire la continuità aziendale a fronte dell’attuale indebitamento e delle esigenze di nuova liquidità per circa 25 milioni di euro.
È stato presentato ieri a Milano il piano industriale messo a punto dal management del colosso informatico con l’advisor Deolitte Spa. UNa decina gli istituti di credito presenti all’incontro e due collegati in videoconferenza. Per decidere se sarà possibile mantenere l’impegno di traghettare l’azienda oltre le secche della crisi, garantendo la continuità dell’attività e scongiurare così la messa in liquidazione, serve una risposta collegiale degli istituti di credito. Ma i tempi si fanno stretti.
Il consiglio di amministrazione della Cdc ha deliberato una data che fa tremare. Il 12 novembre i soci sono chiamati a deliberare sulla messa in liquidazione dell’azienda, o in seconda convocazione il 23 dello stesso mese. Un passaggio tecnico, sulla scorta dei tempi previsti dalla legge per la convocazione dei soci. Ma che segna i tempi per una soluzione in positivo. Prima del 12 novembre dovrà arrivare la posizione del ceto bancario in modo che il Cda dell’azienda di Gello possa avere il tempo per valutarla e assumere le decisioni conseguenti.
Sul punto si concentrano le attenzioni di sindacti e istituzioni. Da parte della Regione Toscana, dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini e del governatore Enrico Rossi ci sono impegni precisi. «Parleremo con la proprietà e con le banche - ha dichiarato Rossi -. La Cdc è una grande impresa, importante e qualificata. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire e lo faremo con determinazione».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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