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Pontedera

Giannelli, la ricamatrice dell’alabastro

Giannelli, la ricamatrice dell’alabastro

La storia dell’unica donna nella storia volterrana a fare questo lavoro: oggi non lo consiglierei

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VOLTERRA. La responsabilità di essere la prima e l'unica, Gloria Giannelli non l'ha mai sentita. Nella storia degli alabastrai volterrani, prima di lei nessuna donna era mai riuscita a inserirsi nel settore. Lei l'ha fatto, ben 32 anni fa, e nonostante lo scetticismo di tanti, ha fatto della sua passione un mestiere. «La passione per l'alabastro – spiega – è nata alle scuole medie, che ai miei tempi erano affiancate all'istituto d'arte; poi ho deciso di proseguire gli studi all'istituto, iscrivendomi alla sezione alabastro. Sono stata la prima studentessa di questo corso, ma sinceramente non posso dire di aver avuto difficoltà per questo, tanto negli studi quanto nel lavoro. Nel mondo dell'artigianato non conta chi sei, ma quello che sei capace di fare».

Già trent'anni fa il settore dell'alabastro stava attraversando un periodo di crisi, che poi con gli anni è andato aggravandosi. In molti le hanno sconsigliato di proseguire su questa strada, ma alla fine Gloria, anche grazie alla sua testardaggine, è diventata la ricamatrice dell'alabastro. «È vero, mi chiamano così, per la raffinatezza e la leggerezza delle mie lavorazioni. La crisi del nostro settore è conclamata, ma quello che mi ha permesso di continuare questa attività è che ho cercato di distinguermi: continuo a fare una produzione di nicchia, uno o due pezzi al giorno. Cerco di dare un tocco di femminilità alle mie opere, in modo da non portare via clienti a nessuno, ma di attrarne di nuovi».

La tradizione volterrana nella lavorazione di questo pregiato materiale sta però scomparendo, stritolata dalla crisi economica, dall'avvento di prodotti industriali o peggio ancora dozzinali a prezzi stracciati, dai problemi nella reperibilità del materiale e dalla mancanza di un ricambio generazionale: «La mia azienda – conclude – sono io: mi affido a un tornitore per la lavorazione iniziale, poi io mi dedico alla rifinizione e alla decorazione. Purtroppo la nostra è l'ultima generazione che potrà permettersi di fare di questa attività un lavoro. Se dovessi dare un consiglio a mia figlia, purtroppo, le direi che fare l'alabastraia ora come ora non può essere più che un passatempo».

Nicolò Colombini

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