Proteste
Danni alle casse del Comune?
La convenzione del project financing di San Miniato approda in Parlamento
SAN MINIATO. Il project financing di San Miniato approda sui tavoli del Governo. Ancora una volta, come già successo per le osservazioni al bilancio di previsione, il deputato toscano del Pdl, Riccardo Migliori, torna a puntare l’attenzione dei palazzi romani su una delle questioni più discusse e delicate di San Miniato. Attraverso un’interrogazione presentata ai Ministeri dell’Interno, dell’Economia e della Funzione pubblica, il vice coordinatore regionale del Pdl chiede al Governo «verifiche su eventuali danni economici per il Comune», invocando anche «il ripristino delle funzioni e della sovranità del consiglio comunale».
All’origine, com’è noto, c’è la convenzione stipulata nel 2005 fra il Comune e la San Gestioni Srl, partecipata da Consorzio Etruria e Pisa Parcheggi. «La convenzione – afferma Migliori – non è mai passata al vaglio del consiglio comunale, che pure, stando al Testo unico degli enti locali (Tuel), nonché allo statuto dello stesso Comune di San Miniato, ha competenza proprio su questa materia». Era questo, infatti, uno dei punti che il Pdl aveva portato a sostegno della commissione d’inchiesta sul project financing, inizialmente votata anche dal Pd, e poi abrogata a maggioranza pochi mesi fa. Una vicenda che lo stesso Migliori ricorda, sottolineando come la convenzione abbia «un impatto non indifferente sulle casse comunali». «Ai sensi dell’articolo 15 della convenzione – scrive il deputato nella premessa all’interrogazione – il Comune si è impegnato a corrispondere al concessionario, in venti anni in rate semestrali, un contributo di 2,4 milioni di euro. In sostanza, il concessionario accende un mutuo a proprio nome e l’ente locale ne corrisponderà le relative rate. Eppure, ai sensi del Tuel e dello statuto del Comune di San Miniato, il consiglio comunale ha competenza nell’adozione di atti di contrazione di mutui, nonché per spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi. Tuttavia, il consiglio non ha mai esaminato né tantomeno approvato questa “partita” economica, che impegna il Comune per vent’anni». Da qui la richiesta di una risposta da parte del Governo, «per sapere – scrive il deputato – quali iniziative si intendano attuare per verificare se tali avvenimenti contravvengono alle normative del Tuel e del regolamento comunale con errori procedurali o irregolarità amministrative, ripristinando così le funzioni e la sovranità del consiglio comunale», nonché per «verificare – aggiunge - se tali situazioni abbiano arrecato danni al buon funzionamento delle casse comunali, che conseguentemente possono aver minato il patto di stabilità».
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