Il Tirreno

Pontedera

«Chiedo giustizia per mio figlio»

«Chiedo giustizia per mio figlio»

Parla la madre di un ragazzo morto per colpa di un automobilista

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TERRICCIOLA. Non si dà pace Cinzia Borgiattino, 41 anni, di Terricciola. Ha perso un figlio di soli 15 anni in un incidente stradale avvenuto in Piemonte, dove il ragazzo abitava insieme al padre, divorziato dalla donna già da alcuni anni. Lei vive a Soiana di Terricciola e ha saputo per telefono, con il trauma che questo può comportare, della morte del figlio, Riccardo Agù. «Voglio giustizia per il mio ragazzo – si sfoga la donna – troppe cose non tornano. L’automobilista che ha investito il motorino su cui viaggiava mio figlio doveva essere arrestato. Guidava ubriaco e da quello che ho letto sui giornali non si è fermato subito ma ha percorso diversi metri prima di bloccare la macchina e prestare i soccorsi». La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo aggravato. «Ma quale omicidio colposo... Chi si mette alla guida ubriaco deve essere accusato di omicidio volontario se uccide qualcuno per strada. In questo incidente voglio vederci chiaro. Hanno tolto la vita anche a me e non solo a mio figlio». Domani la donna andrà nella città dove ha perso suo figlio. In sede di incidente probatorio il pm che segue l’inchiesta nominerà un consulente tecnico incaricato di ricostruire la dinamica dell’incidente in cui è morto il ragazzo di 15 anni e l’amico di 18 anni che guidava il motorino è ancora in prognosi riservata.

«Ho cercato di capire come mai l’automobilista che ha ucciso mio figlio non è stato subito arrestato – dice la donna – mi è stato risposto che lui è stato denunciato per omicidio colposo aggravato dal fatto che guidava ubriaco. E la patente? So che guida i camion: si può permettere che questa persona continui a circolare sulle strade senza aver subito alcuna conseguenza?».

Per la donna è un momento devastante. Rischia di perdere il lavoro, deve pensare a un’altra figlia di 10 anni disabile e sta per essere sfrattata. «Non so come faccio ad andare avanti – si sfoga – a questo punto chiedo solo giustizia per mio figlio».

L’incidente, a Luserna San Giovanni, è stato causato da un giovane di Villar Pellice, Manuele Monnet, 28 anni. Riccardo è morto sul colpo, l’amico di 18 anni, che era alla guida del motorino, è ancora in coma: ha un grave trauma cranico, mentre desta meno preoccupazioni una frattura alla gamba sinistra.

Tutto il paese di Luserna si è unito intorno alla famiglia di Agù: il ragazzo era sul sellino posteriore della moto e non ha avuto scampo.

L'auto, una Bmw, si è fermata solo dopo trecento metri, dopo avere trascinato i corpi. La Procura della Repubblica di Pinerolo ha aperto subito un fascicolo a carico del conducente della Bmw. Ma le indagini, come sempre succede in questi casi, avranno bisogno di mesi per concludersi.

«Se non vengono date condanne esemplari a queste persone – continua la donna – non ci sarà mai una vera giustizia. Occorre una legge chiara: chi uccide alla guida perché ubriaco o drogato deve rispondere di omicidio volontario».

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