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Medici e veterinari incrociano le braccia

Medici e veterinari incrociano le braccia

All’Asl 11 oggi saranno garantiti solamente i servizi indispensabili. Presidio di protesta all’ospedale

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EMPOLI. Giorno di sciopero per i camici bianchi.

Lo scontro tra i sindacati dei medici e la direzione dell’azienda Usl 11 sfocia appunto nello sciopero, il primo – sottolineano i portavoce della protesta – promosso in Toscana non per una vertenza di carattere nazionale ma per contestare le decisioni di una singola azienda sanitaria.

Oggi, per tutto il giorno, medici e veterinari si asterranno dal lavoro. Ovviamente, nei reparti ospedalieri, soprattutto quelli considerati critici, sarà garantita la piena assistenza sanitaria, ma per quanto riguarda le prestazioni non indispensabili – dalle visite agli esami – queste saranno annullate.

Tutti i sindacati dei medici dell’Asl aderiscono allo sciopero, proclamato per contestare la riorganizzazione delle guardie notturne nel reparto di anestesia e rianimazione.

Secondo i sindacati la riduzione da tre a due degli anestesisti in servizio di notte produce un rischio clinico rilevante; secondo la direzione aziendale invece l’aumento da uno a due degli anestesisti che devono garantire la reperibilità è sufficiente per scongiurare pericoli.

Su questo punto e sul fatto che la direzione abbia deciso di sperimentare il nuovo assetto operativo senza prima concordarlo con i sindacati, da più di un mese è iniziato il contenzioso che ha prodotto dapprima la dichiarazione di stato di agitazione della categoria e quindi, dopo il vano tentativo di conciliazione del prefetto, lo sciopero.

Dalle 8,30 alle 18,30 i sindacati dei medici dell’Asl effettueranno due presidi, uno di fronte all'ospedale San Giuseppe di Empoli e l’altro in piazza del Leoni, sempre ad Empoli, durante i quali saranno esposti striscioni e distribuiti volantini per spiegare perché questa vertenza che finora riguarda il reparto di anestesia e rianimazione presto potrebbe finire per riguardare anche altri reparti e servizi sanitari.

«Non si può pensare di ridurre i costi – sottolineano i sindacati – riducendo e sovraccaricando il personale regolarmente in servizio, perché questo si traduce in maggiori rischi sia per i pazienti sia per i medici».

I medici dell’azienda Usl 11 hanno incassato la solidarietà sia dei colleghi toscani sia della rappresentanza sindacale unitaria che tutela gli altri dipendenti – amministrativi, tecnici e infermieri – dell’azienda empolese.

Oggi vedremo come reagiranno alla protesta gli utenti del servizio sanitario.

Luciano Menconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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