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Rabbia e sconcerto nelle opposizioni

Rabbia e sconcerto nelle opposizioni

VOLTERRA. Se non lo farà il sindaco, saranno loro, i consiglieri di opposizione a chiedere un consiglio comunale straordinario. All’unisono arriva la richiesta, per far luce sul caso, ribattezzato...

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VOLTERRA. Se non lo farà il sindaco, saranno loro, i consiglieri di opposizione a chiedere un consiglio comunale straordinario. All’unisono arriva la richiesta, per far luce sul caso, ribattezzato “benzinopoli” a Volterra. Ovvero un curioso utilizzo della scheda carburante dell’auto a disposizione degli organi istituzionali, tutto da chiarire. Un uso definito “improprio” da una dettagliata relazione degli uffici. Un documento che ha dato il là al Comune per fare un esposto agli organi competenti. Da parte loro, i consiglieri di minoranza non ci stanno ad assistere, silenziosi, ad uno scandalo del genere, al tempo della spending review. «È una vecchia storia – esordisce Rosa Dello Sbarca capogruppo di Città Aperta – loro (e si riferisce agli amministratori) fanno le marachelle e poi si denunciano: leggendo i commenti degli assessori Costa e Tonelli dico che se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere a crepapelle». La capogruppo va al sodo: «Un centesimo, oppure un milione di euro: son sempre soldi pubblici e in 60 anni di governo del centro sinistra, gli scandali che sono accaduti negli ultimi 3 anni non si erano mai visti». Dello Sbarba torna sulla questione “minacce ai dipendenti”: «Non solo il sindaco non ha preso pubblicamente le distanze da quel che hanno detto dal Pdl e da Marco Costanzi, addirittura nella sua nota rincara la dosa: è un comportamento gravissimo che condanno formalmente», chiude e annuncia una interrogazione per capire quante cause pendenti e quali processi ha in corso il Comune di Volterra. Parole di condanna anche dal capogruppo della Sinistra per Volterra, Danilo Cucini: «Il dato politico è che questo sindaco e la sua giunta governano la città non come amministratori, ma come proprietari di qualcosa che appartiene a loro: non è possibile che i consiglieri si debbano vestire da inquirenti per controllare». Meno ferrata sul caso “benzinopoli” la numero uno del Popolo per Volterra, Antonella Bassini: «Sto aspettando delle risposte, sicuramente prima si chiarisce la questione e meglio è».(f.s.)

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