Il Tirreno

Pontedera

«In quella cava non si deve più fare attività estrattiva»

«In quella cava non si deve più fare attività estrattiva»

La denuncia delle opposizioni fa seguito al Comitato e alla raccolta di firme «L’azienda che gestisce il sito s’era impegnata a fare opere di decoro urbano»

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CASCINA. L’opposizione cascinese, per bocca dei consiglieri Giacomo Cappelli (“Popolo della libertà”) e Michele Parrini (lista civica “Sì amo Cascina”), incalza sulla questione della cava in uso, dal 2003, alla ditta Quaglierini, quasi al confine con Pisa.

In pratica il gestore, autorizzato a scavare argilla e sedimenti per la fabbricazione di materiale edile, s’impegnava anche in alcuni interventi di decoro urbano.

Come l’allargamento di via dei Mulini, su cui insiste la stessa cava, e la realizzazione di barriere vegetali per attutire l’impatto delle polveri.

«I cittadini della zona hanno formato un comitato, e consegnato più di un centinaio di firme di protesta: segno che il disagio è diventato insopportabile», interviene Cappelli.

«Ovviamente la protesta è corredata di foto che sembrano dimostrare come l’attività estrattiva continui, a fini di vendita del materiale, nonostante che essa fosse vincolata alla realizzazione di laterizi. I lavori dovrebbero quindi essere sospesi: il sindaco dovrebbe alzare il telefono e imporre i sigilli, preliminari alle attività di accertamento di come stanno le cose».

«In più – prosegue la denuncia dei gruppi di opposizione – c’è anche il sospetto che il tetto degli 8,5 metri di profondità di escavazione, imposto dalla convenzione, non sia stato rispettato».

«Tantoché anche la relazione tecnica, presentata dai periti comunali, parla di “elementi di contrasto con l’autorizzazione rilasciata”», continua il capogruppo del Popolo delle Libertà .

Oltre alla preoccupazione sull’attività della Quaglierini stessa, però, i punti interrogativi sollevati da Cappelli e Parrini riguardano anche le mancate opere di decoro, e la generale situazione di vivibilità intorno all’area. «Degli adempimenti ventilati dalla convenzione, nessuno è stato preso in carico dall’azienda», tira dritto Parrini.

«Le barriere di alberi dovevano servire a mitigare l’impatto delle gru e dei camion; e se non ci sono, il disagio dei cittadini è evidente. Ci domandiamo quindi: non sarebbe opportuno, accertate tutte queste mancanze che di fatto fanno decadere la convenzione stipulata, sospendere l’attività della ditta e procedere a una verifica capillare delle situazione di aria, acqua e rumore, oltre all’eventuale danno erariale provocato dall’azienda? Ci era stato detto che alla fine dell’attività estrattiva, la Quaglierini avrebbe riconsegnato il territorio trasformato in un parco a verde. Ma la prospettiva è assai lontana».

Jacopo Paganelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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