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Pontedera

edilizia in crisi: a rischio 300 persone

Granchi, dipendenti in cassa integrazione

VOLTERRA. Cassa integrazione straordinaria per 25 lavoratori della Granchi di Volterra su circa 80 dipendenti. L'ammortizzatore sociale sarà in vigore fino a giugno per una delle più importanti...

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VOLTERRA. Cassa integrazione straordinaria per 25 lavoratori della Granchi di Volterra su circa 80 dipendenti. L'ammortizzatore sociale sarà in vigore fino a giugno per una delle più importanti realtà dell'edilizia in Valdicecina.

Il settore è in grave difficoltà, come spiega Sonia Antoni della Cgil e rischia di coinvolgere in una crisi rilevante circa 300 persone, suddivisi in piccole e piccolissime imprese. «Serve una rete di protezione della legalità per salvaguardare le imprese della zona». Il sindacato ha proposto una serie d'incontri ai soggetti coinvolti in questa situazione e presto si comincerà a parlare concretamente di soluzioni per «resistere alla crisi». La ditta Granchi effettua lavori stradali e movimentazioni terra, con divisioni nei calcestruzzi, gli inerti, i conglomerati bituminosi e il recupero dei rifiuti.

Un gruppo a tutti gli effetti che ha visto calare le commesse, così come molte delle altre realtà imprenditoriali del settore edile. Nei giorni scorsi esponenti di Fillea Cgil e Cgil di zona si sono incontrati con i rappresentanti della sezione economia dell'Unione dei Comuni per mettere al corrente le istituzioni rispetto alla situazione vissuta dall'impresa che ha sede a Pomarance. «Enti pubblici e monto del credito – spiega Antoni – devono seguire con attenzione questo settore, fortemente colpito dal blocco dell'iniziativa dei privati, dall'affidamento degli appalti al massimo ribasso, dai minori trasferimenti agli enti pubblici che determinano da una parte il blocco dei progetti e dall'altra il notevole rallentamento dei pagamenti alle imprese, e conseguente mancanza di liquidità, dalla frammentazione delle imprese, dalla burocrazia, dalle tasse ed i costi in generale, dalle troppe rigidità verso l'impresa e anche dalla presenza di lavoro nero e sommerso». Granchi è l'apice della crisi. Ma il variegato mondo dell'edilizia della Valdicecina ha bisogno di «una riflessione seria su come le istituzioni, i sindacati, le associazioni di categoria, il sistema bancario, la committenza pubblica e privata possono riuscire a unire le forze per aiutare l'edilizia a resistere alla crisi, a difendere l'occupazione, a stare sul mercato offrendo servizi di qualità e competitivi a partire dal fabbisogno del nostro territorio». La Cgil chiama a raccolta i vari soggetti istituzionali e non. E presto ci potrebbe essere il primo incontro su come rilanciare il settore. O meglio: «Su come permettere all'edilizia di resistere alla crisi. Dobbiamo aprire una discussione che ci porti anche a superare quella mentalità che ancora oggi porta gli imprenditori a ragionare in modo troppo individualistico di fronte alle sfide del mercato. Su queste basi la Cgil ha chiesto all'osservatorio di aprire un primo confronto con tutte le imprese del settore della zona. Richiesta che i rappresentanti dell'Osservatorio hanno accolto positivamente».

Andreas Quirici

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