La manifestazione
Tribunale, primo summit per il trasloco
Il sindaco di Pontedera è stato convocato dal presidente pisano. «Ci opporremo nuovamente alla chiusura»
PONTEDERA. Tutto fa pensare che il presidente del tribunale di Pisa sia intenzionato a procedere, secondo i tempi indicati dal governo, alla chiusura della sezione distaccata del tribunale cittadino. Lo fa pensare l’invito fatto recapitare ai sindaci di Pisa e Pontedera, oltre che alla procura di Pisa, per parlare, tra altre questioni, del trasferimento degli uffici della polizia giudiziaria dal tribunale di Pisa. Trasferimento che consentirebbe di accogliere uffici e fascicoli della sezione distaccata in vista della sua chiusura. La posizione di Pontedera rispetto a questa possibilità è piuttosto netta. Un no secco su tutta la linea. Almeno per prendere tempo e sperare in una deroga rispetto al provvedimento di chiusura del tribunalino.
«Siamo stati convocati per lunedì mattina – conferma Millozzi –. Non parteciperò personalmente all’incontro e ho già delegato un assessore con l’incarico ben preciso di opporsi a qualsiasi proposta per il trasferimento a Pisa dei nostri uffici giudiziari».
Sindaco e presidente del tribunale si sono già confrontati telefonicamente.
«Mi auguro che nessuno (il riferimento non può che essere al Comune di Pisa, ndr) – continua il primo cittadino di Pontedera – metta a disposizione spazi per il trasferimento degli uffici della polizia giudiziaria. Operazione questa che avrebbe solo costi aggiuntivi per i cittadini». Non servirà a cambiare il destino della sezione distaccata di Pontedera, su cui è calata la scure degli tagli e della razionalizzazione delle risorse, ma almeno – di questo è convinto Millozzi – consentirà di prendere tempo e di continuare a sperare in un miracolo. «Chiedo sostegno a Pisa in questa battaglia che praticamente il Comune porta avanti da solo», si sfoga Millozzi.
«Il tribunale di Pontedera – non si stanca di ripetere Millozzi – ha i numeri e le caratteristiche per essere salvato». Da qui la richiesta di un aiuto indirizzata anche ai parlamentari di zona.
L’ultimo treno per salvare il tribunalino potrebbe essere la possibilità, data dal Ministero, di dilazionare la decisione in cinque anni, prima di arrivare al trasferimento. «Noi di soldi ne abbiamo spesi parecchi – spiega Millozzi, avvocato di professione – per il tetto, per le barriere architettoniche del tribunale: abbiamo acceso mutui che ancora paghiamo. Per questo occorre mettere in campo delle iniziative che vadano in questa direzione: invito tutte le forze che hanno a cuore questa battaglia a fare proposte».
Ieri comunque è stato pubblicato l’avviso per la mobilità del personale delle sezioni distaccate destinate alla chiusura. Un altro passo abbastanza decisivo.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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