Il Tirreno

Pontedera

San Faustino zoppo, bancarelle in centro e tanti negozi chiusi

di Francesca Suggi

Gli ambulanti si aspettavano più pubblicità e vetrine aperte «Era un’occasione». Le commesse: «Da noi la gente entra»

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PONTEDERA. Sono circondate da saracinesche chiuse, vetrine buie con cartelli che, nella migliore delle ipotesi, annunciano di aprire nel pomeriggio. Loro, le bancarelle provenienti da mezza Toscana, ci sono fin dal mattino nel cuore di Pontedera, un centro zoppo, dove tanti negozi decidono di approfittare della festa patronale di San Faustino per stare chiusi e non per animare il salotto buono della Valdera.

«Noi veniamo da Livorno e da Firenze e nei giorni scorsi eravamo a Genova dove, nonostante la festa della città, tutte le attività commerciali erano aperte: è un peccato», dicono Fabrizio Biagiotti e Alfredo Giannoni dal loro stand di quadri. È giovedì a Pontedera: San Faustino impera e tanti imprenditori decidono di godersela.

«Purtroppo è lo specchio dell’Italia, alla fine è un giorno feriale, i negozi potevano anche stare aperti», rincarano. Tanto più che andando in giro, come in ogni giorno considerato “festivo”, pure i parcheggi vicino al centro, solitamente a pagamento, sono gratuiti. Una strategia per invogliare le persone a venire. Comprare. Girare. Tornare.

«Io arrivo da Cerreto Guidi e mi aspettavo non solo più attività aperte, ma anche maggiore pubblicità rispetto al nostro mercatino in centro. In fin dei conti ognuno di noi, per star qui una giornata, paga al Comune dai 30 ai 35 euro», dice la sua Luciana Bologni dal suo banco “Piccoli sogni” che fa produzione artigianale centri e oggettistica in pizzo. Pure la pontederese Primarosa Muzzi, al suo debutto in corso Matteotti, non si aspettava una cornice del genere. «Per noi questa festa andava pubblicizzata di più – premette –. E anche se ognuno nel commercio è libero di tenere aperto oppure no, è chiaro che più attività funzionano e meglio è per tutti». Il “virus” della chiusura contagia anche il fatidico luna park di San Faustino: all’ora di pranzo nessuna giostra funziona. È soprattutto la mattina che saltano agli occhi le vetrine a macchia di leopardo: i franchising sono aperti. «Possiamo dire che la gente entra e c’è movimento, dispiace però vedere tante vetrine buie», dicono da Original Marines. Non la pensano allo stesso modo le commesse della profumeria Limoni: per loro restare aperte è una rimessa. «Dico solo che pagare due commesse con lo straordinario del festivo e tutto quello che comporta un negozio come il nostro aperto non ripaga con gli incassi». Nel pomeriggio alcuni negozi, comunque aprono e fanno da cornice alla festa dei bambini in piazza Duomo dedicata ai terremotati.

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