Sicurezza
Medico sott’inchiesta con l’accusa di truffa
PONTEDERA. Il lavoro ordinario diventava... straordinario. Il medico, ora chiamato a difendersi da gravi accuse, lo faceva passare come se fosse straordinario. Una montagna di ore di reperibilità che...
PONTEDERA. Il lavoro ordinario diventava... straordinario. Il medico, ora chiamato a difendersi da gravi accuse, lo faceva passare come se fosse straordinario. Una montagna di ore di reperibilità che ogni mese portavano nella busta paga del professionista diverse centinaia di euro in più rispetto ai colleghi che lavorano nello stesso settore dell’Asl 5 di Pisa, cioè quello dell’emergenza sanitaria (il 118). L’anomalo comportamento andava avanti da alcuni anni ed era stato anche più volte segnalato ai superiori del medico del 118 dai sindacati.
A balzare agli occhi era stata la sua denuncia dei redditi, pubblicata anche dal nostro quotidiano, da cui emergeva chiaramente che il medico guadagnava – sempre come lavoratore dipendente dell’Asl – una cifra di gran lunga superiore a quella del suo dirigente e di altri dell’ospedale Lotti, dove il medico, residente a Cascina, ha lavorato prima alla centrale operativa e poi in servizio sulle ambulanze.
Nonostante alcune segnalazioni di sindacalisti, la storia degli straordinari che in realtà erano lavoro ordinario non veniva fuori. Fino a quando lo scorso Ferragosto un medico responsabile del settore emergenza si è reso conto che qualcosa non andava nella timbratura del cartellino di lavoro del professionista, peraltro ritenuto un bravo medico.
Dopo i primi sospetti e rilevate le prime anomalie nella gestione che il dottore ha avuto del suo cartellino segna-presenze i dirigenti hanno segnalato il problema al direttore generale dell’Asl 5 di Pisa, Rocco Damone. Gli uffici hanno effettuato alcune verifiche incrociate e hanno rilevato le situazioni sospette che hanno fatto “lievitare” lo stipendio mensile del dottore. Al quel punto è scattato un procedimento disciplinare. Il dipendente pubblico rischia una denuncia per truffa, se verranno dimostrate tutte le accuse che gli sono state contestate. «In questa fase posso solo dire che è in atto un procedimento disciplinare previsto dal contratto di lavoro. Procedimento che seguo personalmente – spiega il dottor Damone –. Abbiamo incontrato il dirigente medico che dovrà giustificare il suo comportamento. Siamo ancora in una fase istruttoria ma posso dire che agiremo con rigore attivando le procedure che sono necessarie». Il che significa che il medico dovrà restituire eventuali somme riscosse in più ( fino a 20mila euro all’anno). Resta un mistero come il professionista sia riuscito così a lungo a timbrare il cartellino senza che nessuno verificasse come impiegava quel tempo. E poi a far scattare gli straordinari quando gli veniva chiesto un turno di lavoro “ordinario” al servizio 118.
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