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Cgil: «Il protocollo sulla sanità è cambiato»

Cgil: «Il protocollo sulla sanità è cambiato»

I dubbi del sindacato sul testo allegato alla delibera regionale che interessa l’Alta Valdicecina

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VOLTERRA. Da sedici a quattro pagine. Diverse nel numero e soprattutto nei contenuti. Si presenta così agli occhi della Cgil di Volterra lo schema di protocollo d’intesa sulle politiche della salute nella zona dell’Alta Valdicecina allegato alla delibera regionale dello scorso 10 settembre.

«Il protocollo indubbiamente rappresenta una tappa importante per la realizzazione di un percorso di governo locale delle politiche socio-sanitarie – afferma Sonia Antoni, segretario della Camera del lavoro dell’Alta Valdicecina –. Tuttavia, questo documento è assai diverso nei contenuti e negli ambiti che abbraccia, rispetto alla bozza di protocollo approvata dal consiglio comunale di Volterra nei mesi scorsi, basti pensare solo al numero di pagine da cui ora è composto. Siamo passati da ben sedici pagine a quattro paginette, compreso la premessa». Che aggiunge: «Pur essendo in presenza di un atto politico istituzionale, con validità triennale, i contenuti e gli impegni assunti dalle parti in quel protocollo ad oggi non rappresentano alcuna garanzia per un futuro di medio e lungo termine per il Polo ospedaliero di Volterra e i servizi territoriali. Un ambito che è liquidato in un rigo del protocollo».

Il futuro a medio e lungo termine. «Assumendo a riferimento il drammatico scenario che si stà configurando a livello nazionale e regionale, la salute nell’Altavaldicecina possiamo difenderla solo con idee e progetti di qualità». Non ha dubbi Antoni. «In zona esistono le potenzialità per lo sviluppo e l’affermazione di particolari attività specialistiche che, supportate da appropriate scelte politiche ed investimenti mirati, possono fare dell’Alta Valdicecina un punto di attrazione e di forza, che varca i confini geografici tradizionali. In sintesi il futuro di medio e lungo termine lo potremmo conquistare se Volterra riuscirà a stare al passo con gli indirizzi regionali guadagnandosi un ruolo riconosciuto, nel panorama della sanità toscana e non solo».

Non esistono scorciatoie per la Cgil. «Il lavoro da fare è ancora molto e continueremo a farlo attraverso i tavoli di confronto aperti con la direzione dell’Asl 5 – conclude Antoni –. Al momento sono emerse alcune convergenze, che necessariamente devranno portare a una concretizzazione degli obiettivi».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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