Lutto
Da Fornacette all’inferno la scia di morti continua
Scontri frontali, carambole di auto, vetture contro gli alberi e nel fossato Decine le tragedie che negli anni si consumano sul rettilineo che porta a Livorno
CASCINA. Da Fornacette all'inferno. Statale 67 bis. Zona Biscottino. Arnaccio. Asfalto, sangue e morte. Succede ancora una volta che questo drittone stretto, poco illuminato e per tanti tratti alberato si trasforma in una tomba stradale.
Pietro e Ginetta Bertini, marito e moglie sono solo gli ultimi di una lunga lista di tragedie che si consumano su quella vecchia via che collega la provincia di Pisa a quella di Livorno.
È il rettilineo dell'ultimo sguardo alla vita. Dell'ultimo pensiero per i propri cari. Della morte in faccia che anno dopo anno prende e porta via tanti, troppi centauri e automobilisti.
Va un po' meglio negli ultimi tempi ma il bilancio è impietoso, tra scontri mortali, carambole d'auto, camion che si schiantano a tutta velocità contro gli alberi, vetture che volano nei fossi che "minacciano" ogni singolo metro della strada.
Di giorno e di notte, causa l'alta velocità, i colpi di sonno, le distrazioni, i sorpassi azzardati come quello che nel 2008 letteralmente si porta via un giovane di 23 anni che sta andando al lavoro, su un cantiere edile del Cascinese, in bicicletta. Buio, foschia mattutina: il camion passa e lo aggancia, straziandolo sul posto. Un anno prima, questa volta di notte, due livornesi finiscono nel fosso, a poche centinaia di metri dalla piattaforma di trattamento dei rifiuti del Biscottino, dopo un incidente frontale con un giovane di Cascina.
Trova la sua fine, nel pieno dei suoi sogni di gloria e di futuro, anche un giovane 32enne, labronico, ingegnere aerospaziale.Succede nel 2005: il ragazzo con il suo fuoristrada si schianta contro un albero, al margine proprio di quella infernale statale bis. Sta tornando da una festa, è notte: i genitori possono solo piangere il suo sorriso e continuano a farlo ogni volt a che passano di là. Un salto indietro: ogni anno l'Arnaccio fa le sue vittime.
Nel 2004 un agricoltore alla guida di un motocarro Ape si scontra con un'auto: anche in quel ca so velocità sostenuta, colpo mortale e un ennesimo mazzo di fiori che si posa lungo la carreggiata.
L’anno precedente, alle 3 del mattino, il destino impietoso risucchia la vita di un giovane militare della Folgore: con la sua Alfa finisce, ancora una volta, nel fossato che costeggia la strada dopo aver perso il controllo. L’ennesima vittina.
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