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Carretti in pista, piloti sul podio della sferragliata

Carretti in pista, piloti sul podio della sferragliata

CHIANNI. E anche l’edizione 2012 è andata. Con una “sferragliata” che ha portato a Chianni team e carretti da tutta Italia per la finale del trofeo italiano challenge di speed down. In gara i Missili...

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CHIANNI. E anche l’edizione 2012 è andata. Con una “sferragliata” che ha portato a Chianni team e carretti da tutta Italia per la finale del trofeo italiano challenge di speed down.

In gara i Missili Malegno di Trento, gliSpeed down project Settingiano di Catanzaro e altri cento mezzi che si sono dati battaglia nel percorso La Lama-Muro di Rialto.

I vincitori delle varie categorie i cui equipaggi sono composti da uno o due membri sono N5 Federico Rossetti; N5k Giuseppe Agnello; Folk Cammillo Luciani; C4 Gerold Spilater; C6 Nicola Rossi/Pietro Nelli; C7 Alceo Navarra/Davide Gaudienzi; C8 Spartaco Targhetti; C9 Emanuele Lapini; N6 Bernardi/Bernardi; N8 a parimerito Fabio Salvini – Marco Naldini; N8T Giambattista Franzoni; N9 Daniele Ghinassi/Andrea Lapini.

I piloti locali che si sono distinti nella categoria N5 gommati singoli sono Daniele Fogli 1° e 2° Federico Rossetti; nella categoria N6 gommati doppi Giovanni Rossi-Davide Vinci 1° ; 2° Riccardo Spinelli-Francesco Campobasso. «Ringraziamo la Fics, federazione italiana carretti sportivi, polizia locale Polo Alta Valdera, Comune di Chianni, Misericordia di Chianni, al personale sul percorso, chi ha dato la disponibilità dei mezzi per le risalite, a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione», dicono dall’organizzazione. Che ricordano come tutto nacque. «Una sera di fine estate, seduti ad un tavolo del "pub Il Boschetto" alcuni giovani di Chianni, in Alta Valdera, vogliosi di divertirsi, nacque l'idea di fare dei carretti artigianali per poter percorrere le vie più inpensabili del paese, stupendo i concittadini più scettici, pensando che, il percorso tutto in discesa (che è quello attuale) fosse troppo monotono trovarono una deviazione di circa 50 metri da fare in salita, quindi l'idea di fare il mezzo biposto in modo da avere la spinta autonoma, senza ricorrere alla "compagnia della spinta", sempre presente e vogliosa», ricordano.

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