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Azienda ridotta in cenere distrutto un salumificio
Incendio devasta a Cerretti l’impresa di cui è titolare Silvio Rosi Le cause del rogo sembrerebbero accidentali: forse un guasto elettrico
SANTA MARIA A MONTE. Il lavoro di una vita in fumo in poche ore. Un guasto elettrico potrebbe aver causato il devastante incendio che la scorsa notte ha completamente distrutto il salumificio Rosi, che tratta carni fresche e congelate (lavorazione e commercio), a Cerretti di Santa Maria a Monte. Anche se l’azienda si trova vicino a numerose case, nessuno ha visto o sentito qualcosa di sospetto quando ancora il fuoco poteva essere fermato. L’allarme è stato dato all’alba di ieri da alcuni ragazzi che tornavano a casa dopo una notte in discoteca. Ma a quel punto le fiamme erano già alte e avevano attaccato il tetto del capannone, grande più di trecento metri, facendolo crollare per buona parte. Tra i primi ad arrivare in azienda, quando i vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto avevano cominciato a lavorare e la situazione già appariva in tutta la sua gravità, il proprietario Silvio Rosi e altri familiari dell’imprenditore che abitano a pochi metri dall’ingresso del magazzino.
«Noi non abbiamo sentito niente se non quando hanno cominciato ad arrivare i mezzi dei pompieri», ha raccontato la madre del titolare del salumificio disperata.
Con il passare delle ore (l’incendio è stato scoperto alle 5) è stato chiaro che i danni erano notevoli e che il rogo avrebbe fermato l’attività commerciale che dà lavoro a otto persone. Il salumificio è uno dei più conosciuti della provincia e serve anche alcuni punti Coop sia in Valdera che nel comprensorio dei Cuoio.
Con le lacrime agli occhi il titolare e i suoi familiari e anche alcuni dipendenti hanno assistito alle operazioni di spegnimento e di bonifica che sono andate avanti per buona parte della mattinata.
I carabinieri di Santa Maria a Monte, intervenuti subito dopo che è stato dato l’allarme, hanno spiegato che non sono stati trovati elementi per pensare che le fiamme abbiano avuto un’origine diversa da quella accidentale. Si pensa a un problema elettrico di uno dei componenti dei numerosi frigoriferi che sono presenti all’interno del magazzino.
Il rogo, oltre alle strutture del capannone e ai macchinari per il confezionamento dei salumi e la lavorazione delle carni, ha danneggiato merce per un valore di oltre 250mila euro, stando alle prime indicazioni che Rosi ha fornito ai carabinieri.
Considerata la distruzione causata dalle fiamme non sarà neppure facile risalire al punto esatta da cui si sono propagate. Probabilmente le fiamme si sono alimentate lentamente per alcune ore senza che dall’esterno nessuno potesse accorgersene. E poi, in poco tempo, hanno sfondato il tetto e “divorato” tutto quello che c’era nel magazzino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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