Il Tirreno

Pontedera

Villaggi scolastici e sportivi eco-case per anziani e giovani

di Cristiano Marcacci
Villaggi scolastici e sportivi eco-case per anziani e giovani

Sembra il libro dei sogni, ma il Comune ci crede e vuol raccogliere una sfida quasi impossibile L’obiettivo è dar vita ad un fondo immobiliare pubblico-privato con la partecipazione delle aziende

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PONSACCO. Sono le 21,35 di venerdì quando una navicella spaziale atterra davanti al teatro Odeon a Ponsacco. Escono due extraterrestri: il professor architetto Mauro Daini, dell'Università di Bologna, nativo di Ponsacco ma trapiantato a Imola, e il dottor Giampietro Trabuio, padovano, esperto di finanza locale. Perché extraterrestri? Perché racconteranno di una sfida quasi impossibile da applicare ad un territorio in piena recessione come il resto del Paese. Ad accoglierli, sorridente e con fare fiero, il sindaco del Comune di Ponsacco Alessandro Cicarelli. Ad attenderli un folto pubblico di cittadini (tra cui tanti addetti ai lavori fra architetti, geometri, imprenditori edili e proprietari terrieri), incuriositi dalla presentazione del progetto denominato "Ponsacco Quality Life".

Indiscrezioni confermate. Un'autentica rivoluzione urbanistica e di mentalità per la cittadina del mobile lungo quelle linee già anticipate dal Tirreno nei giorni scorsi. Il nostro giornale aveva parlato di un futuro di Ponsacco con un nuovo villaggio scolastico (addirittura ce ne saranno due), un nuovo polo sportivo in località "I Poggini" (dove sorgerà appunto il nuovo stadio) e un grande quartiere residenziale nell'area di via della Rimembranza, dove l'attuale campo sportivo è destinato a sparire. Tutti elementi puntualmente confermati dal progetto illustrato pubblicamente venerdì sera, che a molti, per la verità, è sembrato però un libro dei sogni, completamente irrealizzabile in mancanza di un abbraccio finanziario ed economico tra lo stesso Comune e una grossa impresa privata o un consorzio di più aziende. Un punto, quest'ultimo, non adeguatamente affrontato ma che avrà bisogno di approfondimenti e di maggiore chiarezza. Da quanto fatto capire implicitamente, l’idea è quella di costituire un fondo immobiliare pubblico-privato aperto alla partecipazione di chiunque.

L’alternativa è la paralisi. In apertura il sindaco Cicarelli ha ricordato lo scenario di paralisi ed impotenza in cui si trovano gli enti locali, compreso il suo Comune («dall'inizio della legislatura non siamo riusciti ad asfaltare nemmeno un metro di strada»), che però dall'altro lato è pressato da un notevole incremento demografico e da una sempre più accentuata pressione sui servizi scolastici. «Nonostante le difficoltà in cui siamo costretti ad operare – ha detto il primo cittadino – abbiamo il dovere morale di mettere in campo proposte per qualificare la città e rispondere alle rinnovate esigenze della popolazione. I campi d'azione devono essere quelli dell'ampliamento e dell'adeguamento dell'edilizia scolastica, del trasferimento dello stadio dal centro, della trasformazione dell'area di via della Rimembranza in un polmone per la città e in un vivibile collegamento tra le varie zone, della realizzazione di una cittadella dello sport a sud (a "I Poggini", ndr), di un polo di servizio nell'area centrale e di un parco urbano a nord, comprensivo di un grande anello di pista ciclabile».

Le leggi in vigore tarpano le ali, molto spesso, agli enti locali, ma, se sviscerate bene, possono nello stesso tempo rappresentare dei varchi verso progetti interessanti. Di ciò Cicarelli è fermamente convinto. «Prendiamo ad esempio – ha spiegato il sindaco – il piano delle alienazioni e delle valorizzazione del patrimonio comunale. Non potendo più ricorrere alla leva fiscale sui cittadini, già troppo tartassati, e all'indebitamento attraverso la contrazione di mutui, ecco che ci resta unicamente la strada di un intelligente sfruttamento delle proprietà che abbiamo».

La filosofia. Da qui è nato "Ponsacco Quality Life", la cui filosofia, secondo i progettisti, ruota attorno ad una maggiore qualità e sicurezza della vita, all'opportunità di un rilancio economico e ad un elevato standard del costruito («perché i costruttori – ha evidenziato il professor architetto Moreno Daini – hanno finora edificato indipendentemente dalle esigenze delle persone e delle famiglie»). Ecco il verbo che tutti cercavano nei giorni scorsi di evitare, vista la gravissima crisi del mercato immobiliare: “edificare". A Ponsacco, dunque, si vuole costruire, e anche parecchio.

Gli scenari. Tre le aree d'intervento indicate da Daini. La prima è quella comprendente via della Rimembranza, a ridosso del centro storico: qui nascerà un grande polo scolastico («in grado di superare finalmente la promiscuità tra i vari ordini di scuola presenti spesso sotto lo stesso tetto»), con accanto un parco urbano, un maxi parcheggio, una serie di residenze destinate ad anziani e giovani coppie e un centro sanitario e fisioterapico all'avanguardia, con la presenza di medici 24 ore su 24. La seconda area individuata è quella de "I Poggini", destinata, secondo il progetto, ad ospitare una vera e propria cittadella dello sport, con il nuovo stadio con tribune, negozi e uffici per le associazioni del territorio, una piscina (per l'esattezza è stata definita una "bio-piscina") coperta in inverno e all'aperto in estate e ancora spazi a misura d'anziano, come ad esempio un centro per la prevenzione delle malattie. Infine, le matite dei maghi del futuro si spostano a Le Melorie, «dove manca – ha sottolineato Daini – un centro aggregativo vero e proprio (come una piazza) e in cui c'è quindi la necessità di ricucire i vari pezzi sparsi in qua e là». In questo caso, la riqualificazione urbanistica della frazione prevederebbe un grande quartiere ecologico a impatto zero con alloggi in classe energetica A+ (anche qui, residenze per anziani e giovani coppie), un nuovo polo scolastico, l'ampliamento dell'area sportiva esistente, la costruzione di un polo scientifico e tecnologico e un centro servizi per la popolazione.

I presupposti. Ma come può stare in piedi tutto questo? Su cosa si regge questo faraonico sogno? Da dove arrivano i soldi? «Mio nonno diceva che senza lilleri non si lallera», ha affermato opportunamente un signore seduto nelle prime file del teatro Odeon. La risposta era attesa dal dottor Giampietro Trabuio, "esperto di finanza locale", dal quale francamente ci si aspettava molto di più rispetto ai contenuti del suo intervento. Sulle possibilità di reperire i finanziamenti è risultato molto vago e superficiale. Sia lui che Daini hanno più volte affermato che «il Comune dovrà essere il regista e garante dell'intera operazione, non si dovrà esporre con finanziamenti diretti e il progetto si dovrà autofinanziare attraverso il coinvolgimento diretto e indiretto delle imprese locali». «Non siamo dei palazzinari – ha messo le mani avanti il dottor Trabuio –. Tutto il progetto dovrà essere sempre sotto il controllo del Comune e dovrà beneficiare della condivisione dei privati. Inoltre, avrà la sorveglianza della Banca d'Italia e la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti, da cui deve arrivare la liquidità».

Dubbi e perplessità. Tante le perplessità registrate in sala: chi costruirà? Chi ci guadagnerà? Gli immobili di proprietà del Comune, come i plessi che attualmente ospitano le scuole, passeranno ai privati o al fantomatico fondo immobiliare che realizzerà il mega intervento? A quanto ammonta l’importo complessivo del progetto? Tutte domande per il momento rimaste inevase, a cui però qualcuno dovrà prima o poi rispondere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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