Sicurezza
Scrutinio da rifare: scuola condannata
Il Tar della Toscana dà ragione ai genitori di una ragazzina non ammessa in terza media
CALCINAIA. Lo scrutinio è da rifare e non è detto che la studentessa bocciata in seconda media non abbia la possibilità di ottenere un risultato diverso. È quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana sulla base del ricorso presentato (contro la scuola e il Ministero dell'Istruzione) dai genitori di una ragazzina contro l'istituto comprensivo "Marthin Luther King" di Calcinaia per chiedere l'annullamento della delibera del consiglio di classe dello scorso 14 giugno in cui l'alunna era stata dichiarata non ammissibile alla classe terza B della scuola media secondaria di primo grado "Quasimodo" di Fornacette, sezione associata dell'istituto comprensivo di Calcinaia.
I genitori della studentessa e di conseguenza i legali della sua famiglia hanno impugnato la bocciatura e gli atti che l'hanno formalizzata lamentando una contraddittorietà di giudizio rispetto al rendimento reale della ragazzina. E in effetti il Tar ha ritenuto, una volta esaminati registri e verbali oltre a tutto il materiale richiesto alla scuola, che il ricorso fosse da accogliere. In sostanza, secondo il Tar, emergono contraddizioni tra le risultanze dello scrutinio finale e quelle dei registri scolastici e il verbale del consiglio di classe che si è svolto il 10 maggio scorso. Il provvedimento impugnato (quello che decreta la bocciatura) è stato pertanto annullato.
Lo scrutinio dovrà essere rinnovato con una puntuale motivazione del risultato finale in rapporto ai risultati conseguiti dall'alunna nell'anno scolastico e in particolare cercando di evitare le stesse anomalie che sono emerse tra il consiglio di classe del maggio e quello della fine dell'anno scolastico. Una situazione molto complessa per la studentessa, che si è trovata respinta ma anche per i genitori che probabilmente non avevano avuto la percezione di un rendimento di insufficienze diffuse, tali da poter spiegare una bocciatura a fine anno scolastico. Scuola e Ministero sono state condannate a pagare duemila euro di spese di giudizio.
La scuola ora dovrà provvedere a "sanare" il lavoro che il Tar ha ritenuto svolto in maniera non adeguata così da accogliere il ricorso.
Quello di Calcinaia non è l'unico caso, in Valdera, di famiglie che, non soddisfatte dell'esito scolastico decretato dagli insegnanti per i loro figli, si sono rivolte al Tribunale amministrativo sperando di ottenere "giustizia" e di aiutare i ragazzi ad evitare di perdere un anno di scuola.(s.c.)
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