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Produzione a picco la castagna lancia l’Sos

Produzione a picco la castagna lancia l’Sos

CASTELNUOVO VALDICECINA. Guadagni pochi, prospettive ancora meno: una volta le castagne muovevano l'economia castelnuovina, ora più che un lavoro, produrre e raccogliere questi frutti del bosco, è...

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CASTELNUOVO VALDICECINA. Guadagni pochi, prospettive ancora meno: una volta le castagne muovevano l'economia castelnuovina, ora più che un lavoro, produrre e raccogliere questi frutti del bosco, è diventato un hobby. A un paio di settimane dal consueto appuntamento con “Castagnalandia” i castanicoltori della Valdicecina sono ancora costretti a fare i conti con il famigerato insetto killer, ovvero il cinipide galligeno (dryocosmus kuriphilus), che negli ultimi anni ha causato il crollo di un mercato florido e in salute. «Per il secondo anno consecutivo – spiega Noele Vignali, vicepresidente dell'associazione “Il Riccio” – i raccolti risentiranno in maniera significativa della presenza di questo insetto. Già l'anno scorso i produttori hanno visto calare drasticamente i numeri del raccolto e di conseguenza del ritorno economico, quest'anno la situazione pare peggiorata: facendo una prima stima, si parla di meno della metà delle castagne rispetto alla media degli anni passati». Ma ci sono anche altri numeri che confermano la notevole difficoltà del settore. Fino a pochi decenni fa tutti gli abitanti del piccolo comune erano produttori o perlomeno proprietari di castagneti: oggi solo un centinaio di persone mantengono un appezzamento con castagni, e non più di 15 continuano a coltivare. Non c'è più mercato, e per l'immediato futuro le previsioni non sono delle più rosee. «La cura attraverso il controllo biologico – conclude la Vignali – per mezzo di insetti antagonisti (come il torymus sinensis) non offre risultati immediati, e prima di due o tre anni non sapremo se potremo riportare la produzione ai livelli consueti. Nel frattempo, la domanda nazionale è soddisfatta con le castagne importate da Cina e Turchia, paesi in cui sono consentiti anche i trattamenti chimici che da noi fortunatamente rimangono proibiti. Un fatto curioso, peraltro, perché dall'Asia e proprio dalla Cina in particolare è stato importato l'insetto killer».

Nicolò Colombini

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