Il Tirreno

Pontedera

Dai vestiti usati sostegno alle famiglie che hanno bisogno

di Jacopo Paganelli
Dai vestiti usati sostegno alle famiglie che hanno bisogno

Dagli avvocati alle badanti, tutti comprano nel negozio del centro religioso San Girolamo: aiuti anche ai carcerati

3 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Una vera e propria rete di solidarietà. Che cresce, si sviluppa e coinvolge un’intera città, all’insegna dell’aiuto al prossimo. Succede nella città degli Etruschi, dove il negozietto “Ri-vestire in centro”, in piazza XX Settembre, nato come succursale dell’attività benefica del centro religioso “San Girolamo”, ha conquistato il cuore dei volterrani.

In pratica le persone portano lì i propri vestiti usati, che vengono rivenduti per scopi caritativi.

La storia. A tracciare il percorso che ha portato alla costituzione del centro è Francesca Lo Jacono. «L’idea fu dei volontari dell’associazione “Segni dei tempi” – entra nel merito l’attivista –. L’undici febbraio di quest’anno abbiamo costituito il progetto, sotto l’egida del Comune di Volterra e la guida di padre Vincenzo Guttadaura, scomparso proprio il giorno dell’apertura del negozietto, a marzo».

Oggi. Adesso l’eredità del sacerdote è stata presa in carico dal nuovo presidente, Luisa Anita Navone. «Il proposito originario era quello di riuscire a smaltire il gran numero di abiti usati che arrivano alla struttura caritativa di San Girolamo», prosegue Lo Jacono. «Molti dei vestiti vengono utilizzati direttamente per fare carità dalla parrocchia, ma le eccedenze sono veramente tante. Così, la roba in più viene smistata al punto vendita di piazza XX Settembre». Da cui si servono tutte le categorie sociali: dall’avvocatessa alla badante.

L’utilità sociale. In pratica si porta lì, o a San Girolamo, un abito dismesso o un paio di scarpe che non si indossa più. Gli addetti – quattro in tutto, che partecipano a programmi di reinserimento sociale con le istituzioni come la Provincia o il carcere – mettono in vetrina la merce a poche decine di euro. «Abbiamo tre magazzini tutti pieni, tant’è l’afflusso di persone che ci fanno visita», continua la pasionaria del centro.

«I panni o le coperte troppo lacerati li diamo ai veterinari della zona. Riusciamo anche a rifornire le missioni della nostra parrocchia». I ricavati delle vendite vengono invece impiegati per fare dell’aiuto fattivo sul Colle.

«Oltre a pagare lo stipendio dei quattro collaboratori, riusciamo a portare avanti contributi economici per le famiglie volterrane che faticano a comprare i libri per la scuola dei bambini. Quest’anno ne abbiamo aiutate dieci».

E poi ci sono i biglietti aerei – finora due – che l’associazione ha fornito ai familiari dei carcerati che magari vengono da lontano e che altrimenti non potrebbero permettersi la trasferta sul Colle.

«Siamo un’organizzazione no profit, che non rilascia scontrini e non ha insegne fuori dal negozio», specifica e continua.

»E il nostro ricavato va interamente alla causa dei più bisognosi. Durante l’attività, vediamo veramente troppo superfluo: gonne o abiti comprati e magari mai incignati. Per fortuna che la coscienza della gente sta cambiando». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web