Il Tirreno

Pontedera

A casa baristi, cuochi e camerieri

di Manolo Morandini
A casa baristi, cuochi e camerieri

Senza lavoro da luglio i dipendenti delle due attività di ristorazione della “Falaschi srl”

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PONTEDERA. Senza stipendio da aprile. Senza lavoro da luglio. Con l’unica prospettiva di affidarsi ai decreti ingiuntivi. Sono in otto gli ex dipendenti della Falaschi Srl, la società attiva nella ristorazione sulle piazze di Pontedera e Terricciola. Un ristorante nel cuore della città delle due ruote e un bar a Santo Pietro Belvedere. Tutti quanti per venire a capo della loro vicenda si sono dovuti affidare all’avvocato. «La società latita – raccontano –. Abbiamo scoperto di non avere più un lavoro dall’oggi al domani, dopo aver accettato mesi con stipendi pagati a singhiozzo e quasi mai per l’intero alla data stabilita sul contratto».

A luglio sono stati tutti licenziati. Il ristorante è passato di mano e così anche il bar. Entrambi affidati a nuovi gestori. «Eravamo a lavoro e un giorno si è presentata la nuova proprietaria informandoci che non avrebbe potuto tenerci. Poi sono arrivate per posta le lettere di licenziamento». La vicenda si lega alle difficoltà della Luca Falaschi Srl, l’azienda con sede legale a Roma ma testa a Pontedera, a cui fa capo il trasporto scolastico e dei disabili in numerosi comuni d’Italia.

Una realtà imprenditoriale pontederese inchiodata dai ritardati pagamenti delle amministrazioni locali. Difficoltà che si è trasferita sui dipendenti a cui gli stipendi arrivano a fasi alterne. Al punto che a garanzia degli autisti senza stipendio da maggio è intervenuto anche il prefetto di Pisa su sollecitazione del sindacato. «Il 15 ottobre in base all’accordo siglato con l’azienda in prefettura dovrà essere pagato il mese di settembre», spiega i termini dell’intesa il sindacalista Antonio Mazza della Filt-Cgil. Che aggiunge: «Non sono state fatte azioni che pregiudicassero il servizio di trasporto scolastico a danno dei bambini, ma la vigilanza resta alta in vista della prima scadenza di pagamento. Poi ce ne sono altre per il recupero degli arretrati».

Che c’azzecca la ristorazione con il trasporto scolastico? I legami tra le due società sono stretti. Tutto si risolve all’interno della famiglia Falaschi stando alle visure sugli assetti societari presso la Camera di commercio. «Non abbiamo soldi per pagarvi gli stipendi perché non ce li danno i Comuni». Così ci sentivamo rispondere alle nostre richieste, raccontano gli ex dipendenti del settore ristorazione. «Gli stessi argomenti usati per giustificare i ritardi agli autisti, ma se per loro è stato fatto un accordo noi ci sentiamo dimenticati».

Ad assistere gli otto è lo studio legale Banti Cestari. «Abbiamo atteso dei mesi prima di rivolgerci agli avvocati e anche dopo abbiamo offerto all’azienda la possibilità di trovare un accordo sui tempi di pagamento, ma non è servito». E aggiungono: «La vendita delle due attività avrà pur fruttato qualche soldo, eppure a noi non è stato dato niente. Anche questo è un altro motivo di rabbia». Tutto si sposta in tribunale. Domani saranno depositati i decreti ingiuntivi presso la cancelleria. La società ha un capitale sociale di 10mila euro e anche questo non lascia ben sperare gli ex dipendenti. L’unica certezza viene dal fondo di garanzia dell’Inps, almeno per recuperare il Tfr.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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