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Perseguita la sua ex condannato a 18 mesi

PONTEDERA. La classica storia di molestie che sfociano in veri e propri atti persecutori che finisce in tribunale. Di solito le richieste delle “vittime” per mettere fine a telefonate o minacce...

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PONTEDERA. La classica storia di molestie che sfociano in veri e propri atti persecutori che finisce in tribunale. Di solito le richieste delle “vittime” per mettere fine a telefonate o minacce cadono nel vuoto. Fino a quando lo stalker non si mette nei guai passando dalle parole ai fatti. A volte, purtroppo, con conseguenze devastanti.

Imputato del reato di stalking e violenza privata Alberto Cionini, 45 anni, residente a Pontedera.

L’uomo, stando a quanto è emerso al processo che si è concluso in tribunale di Pontedera, non riusciva da accettare la fine di una relazione con la donna, di origini straniere, dalla quale ha avuto una figlia. E quando la convivente ha deciso di cambiare casa la situazione è ulteriormente peggiorata. Fino a quando la donna non si è decisa a presentare una denuncia e a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

L’imputato era accusato di avere seguito più volte la ex convivente sia per la strada che sul luogo di lavoro o davanti alla scuola materna della figlia. E ancora di averla molestata con una raffica di telefonate.

Un comportamento, quello dell’ex compagno, che ha finito per causare alla madre un grave stato di ansia e di paura. Ogni volta che usciva di casa, insomma, stava nel terrore di vedere arrivare Cionini all’improvviso.

In particolare l’11 novembre 2010 la donna, sempre stando alle accuse, si era trovata in un’agosciante situazione mentre era in macchina insieme ad un amico.

I due quel giorno vennero inseguiti, mentre erano a bordo di una macchina, dall’auto dell’ex compagno fino a quando quest’ultimo non riuscì a bloccarli.

Solo l’intervento delle forze dell’ordine mise fine a quella situazione di tensione ma poi la donna, che da giugno al novembre dello stesso anno aveva subito una serie di molestie si era decisa a chiedere un intervento più decisivo per mettere fine a quella situazione.

Il giudice monocratico, dottor Angelo Perrone, ha condannato Cionini a un anno e sei mesi di reclusione. Gli inoltre ha sospeso la pena subordinandola al pagamento di trentamila euro come risarcimento del danno alla parte civile.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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