Finanza
Gli studenti: «La scuola cade a pezzi»
I genitori denunciano la situazione riferita dai figli. La Provincia: «Per l’istituto occorre trovare un’alternativa»
MONTOPOLI VALDARNO. Gli studenti dicono che la scuola cade a pezzi. I genitori denunciano la situazione. La Provincia ammette in parte il problema e dice che troverà una soluzione.
Accade all'istituto Falchi di Montopoli, sede del distaccamento di scienze umane del liceo Marconi che adesso si trova a San Donato. Una struttura che prima era un conservatorio e che appartiene a una serie di enti religiosi, con la Provincia che si è accollata la manutenzione ordinaria e straordinaria.
«La palestra è chiusa e molte aule sono inagibili a causa dell'intonaco dei soffitti che si stacca, diventando pericoloso». Così alcuni genitori che hanno segnalato il problema. Secondo loro e i racconti dei loro figli, l'edificio avrebbe gravi problemi di manutenzione. Solo che i soldi per effettuare una corposa ristrutturazione non ci sono.
«Abbiamo parlato con il preside – affermano i padri e le madri degli studenti – il quale ci ha detto che non c'è la copertura finanziaria per effettuare i lavori». E in questa maniera, le ore di educazione fisica vengono svolte in una stanza e non in palestra. Mentre le cinque classi che compongono l'istituto devono fare i conti ogni giorno con notevoli disagi strutturali.
«I ragazzi volevano addirittura occupare la scuola in segno di protesta verso questa situazione», affermano ancora i genitori.
Il preside è irraggiungibile fino a lunedì. Il sindaco di Montopoli, Alessandra Vivaldi, non ha mai risposto ai nostri numerosi tentativi d’interpellarlo sull’argomento. E così è toccato all'assessore provinciale alla scuola, Miriam Celoni, parlare per le istituzioni: «Sappiamo che la situazione non è semplice. Anche se mi risulta che le aule chiuse facciano parte di un'ala periferica dell'istituto, mentre confermo che la palestra è chiusa e che i ragazzi fanno educazione fisica in una stanza della scuola adibita a questo genere di attività. Quel che è certo, però, è che le attuali condizioni dell'istituto sono sufficienti per il numero delle classi e quindi dei ragazzi presenti. E aggiungo anche che, secondo quanto mi hanno riferito i tecnici, non ci sono problemi di sicurezza all'interno dell'edificio. Ci sono solo alcune situazioni a rischio che hanno comportato la chiusura di parte della struttura».
Poi, Celoni aggiunge: «La condizione economica degli enti pubblici è nota da parte di tutti – spiega –. Soldi non ce ne sono molti e il nostro obiettivo è quello di far rientrare il Falchi nel polo scolastico che abbiamo intenzione di realizzare nel Valdarno Inferiore».
Già, ma con i tempi che corrono e quelli necessari per realizzare un progetto del genere passeranno anni. «E infatti stiamo discutendo del problema della scuola di Montopoli e anche di molte altre cose – sottolinea l'assessore – in un tavolo istituzionale a cui partecipano gli enti del comprensorio del Cuoio e che ha per argomenti l'offerta formativa e l'edilizia scolastica. Avremmo dovuto finire i lavori di questo confronto alcuni mesi fa, ma servirà ancora un po' di tempo».
Sul piatto della discussione anche la questione legata all'istituto Falchi che, al momento, sembra essere quello messo peggio rispetto al resto delle scuole medie superiori.
«Per il Falchi troveremo una soluzione intermedia tra lo stato attuale e l'insediamento in un polo moderno ed efficiente. Forse faremo confluire le cinque classi nella struttura di San Donato, dov'è già presente il Marconi. Oppure troveremo il posto all'interno del Santa Chiara o in un'altra struttura di Montopoli».
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