Il Tirreno

Pontedera

A Sepi i soldi per un servizio che non svolge

SANTA CROCE. Circa 100mila euro per un servizio che in realtà non c’è. È quanto rischia di finire nelle casse di Sepi per il servizio di riscossione dell’Imu. Riscossione, in realtà, che a differenza...

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SANTA CROCE. Circa 100mila euro per un servizio che in realtà non c’è. È quanto rischia di finire nelle casse di Sepi per il servizio di riscossione dell’Imu. Riscossione, in realtà, che a differenza della vecchia Ici arriva direttamente allo Stato, senza alcun ruolo, quindi, da parte della società pisana delegata al servizio tributi per il Comune di Santa Croce. La questione è emersa nel consiglio comunale di giovedì, attraverso la denuncia del capogruppo del Centrodestra per Santa Croce Stefano Giannotti, insieme ai consiglieri del gruppo Pdl. «Soldi regalati», li definisce Giannotti, «perché il Comune – spiega – ha già deliberato 56mila euro a favore di Sepi, pari al 2,5% della prima rata dell’Imu, come corrispettivo per il servizio di riscossione dell’imposta. Il regolamento per il pagamento dell’Imu, tuttavia, è completamente diverso da quello dell’Ici, dove effettivamente era Sepi a preoccuparsi di informare i cittadini di quanto dovuto, inviando i bollettini e gestendone la riscossione. L’Imu, invece, viene versato attraverso il modello F24 alla Tesoreria unica, ed è poi lo Stato a girare la quota destinata ai Comuni. Di fatto, quindi, rischiamo di regalare soldi per un servizio che non ha più niente a che vedere con Sepi. Aggiungendo anche la seconda rata si arriverà ad una somma complessiva di almeno 100mila euro». Inevitabili le polemiche, soprattutto in un consiglio comunale chiamato a coprire il buco da 600mila euro prodotto dal taglio di trasferimenti della spending review. «In realtà ne mancheranno 700mila», attacca Giannotti, che minaccia, se la questione non verrà risolta, di «portarla all’attenzione della Corte dei Conti per danno erariale». L’assessore al bilancio Piero Conservi spiega che «il problema segnalato effettivamente risulta. Ne abbiamo preso atto – dice – anche se prima vogliamo confrontarci con Sepi per fare chiarezza. I nostri uffici hanno già fissato un incontro». (g.p.)

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di Redazione Pisa