Il Tirreno

Pontedera

S. Chiara “appesa” alla Asl

di Francesca Suggi
S. Chiara “appesa” alla Asl

Numeri in calo alla casa di riposo, il futuro dipende dalla costruzione della Rasd

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VOLTERRA. Un crollo costante dei ricoveri. A cui fa eco la presenza di quei due posti letto per le cure intermedie quasi sempre vuoti: all’orizzonte un’unica certezza, quella di tagli alla sanità sempre più ingenti, che portano a riduzioni drastiche anche nell’ambito sociale. È un quadro preoccupante quello che dipinge, a parole, Renato Bacci, presidente dell’azienda pubblica di servizi alla persona Santa Chiara. «Assistiamo a un calo pesante dei ricoveri in convenzione con la Asl – spiega – purtroppo i parametri di ammissione, oggi, sono diversi: prima avevamo tante persone con disturbi legati all’Alzheimer, oggi l’azienda sanitaria spinge verso l’assistenza domiciliare per una questione di costi e per noi è difficile andare avanti in questa situazione».

Una via d’uscita c’è, a detta del presidente, e sta scritta in quel piano aziendale già approvato nelle sede istituzionali. Si chiama residenza sanitaria assistita per disabili (Rasd) che dovrebbe sorgere in un terreno Asl tra il parcheggio dell’ospedale e la strada regionale 68. «Con una base di 40, 45 assistiti al Santa Chiara e dai 30 ai 35 disabili psichici assistiti della nuova Rasd torneremmo ai numeri del Santa Chiara». Sulla carta si tratta di una struttura ex novo che prevede di accogliere persone con disabilità stabilizzata di età compresa, di norma, tra i 18 ed i 64 anni, con riconoscimento di handicap, prevalentemente in situazione di gravità, non assistibili a domicilio, che necessitano di una risposta continuativa residenziale tesa a mantenere i livelli di autonomia raggiunti e a garantire un adeguato intervento socio sanitario di riabilitazione.

La struttura ospiterà 34 posti letto. Sulla carta tutto fila, eppure si temporeggia. «Aspettiamo dalla Asl delle risposte per quanto riguarda la questione concessioni del terreno, speriamo che arrivino quanto prima», torna a dire Bacci. Che ricorda quanto il Santa Chiara stia cercando di diversificare la sua attività. «Ci siamo resi disponibili a gestire i cimiteri, ma sono sopraggiunti problemi tecnici, stiamo aspettando di partire con il progetto Sla e le sue abitazioni predisposte per i pazienti e adesso abbiamo anche in gestione l’Informagiovani. Da parte nostra ce la mettiamo tutta per far andare avanti l’azienda e i suoi lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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