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Due regole e un po’ di etica e le spese si sono assottigliate

Due regole e un po’ di etica e le spese si sono assottigliate

PONTEDERA. Da una parte la Finanziaria, da interpretare quasi come una Bibbia. Dall’altra poche regole, neppure scritte, ma ferree. Che si poggiano su due pilastri: l’etica personale degli...

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PONTEDERA. Da una parte la Finanziaria, da interpretare quasi come una Bibbia. Dall’altra poche regole, neppure scritte, ma ferree. Che si poggiano su due pilastri: l’etica personale degli amministratori comunali e il controllo capillare degli uffici. Così, il Comune di Pontedera, ha dato un taglio alle spese di rappresentanza. E non corre il rischio di essere “beffato” da false richieste di rimborsi, magari gonfiati all’inverosimile.

Il taglio delle spese di rappresentanza. Bastano pochi dati per capire la politica adottata. Il picco delle spese (quasi tutte destinate a gemellaggi, presenza a iniziative di carattere culturale) s’è avuto nel 2008: 74milacinqueceto euro. Quasi tre euro per ognuno degli abitanti della città.

Da lì i tagli: si passa a 51mila 234 euro nell’anno successivo, a 40mila 327 nel 2010, fino a raggiungere il traguardo di poco più di settemila euro, che sono stati spesi nel corso dell’anno passato dagli amministratori comunali. «Sono importi che erano destinati a iniziative, a manifestazioni a fornire materiale o supporto – dicono dagli uffici di Palazzo Stefanelli – E che dopo aver interpretato alla lettera le richieste contenute nella Finanziaria, abbiamo deciso di tagliare drasticamente».

Le regole per non spendere denaro pubblico. Non c’è niente di scritto, dicono sempre dal Comune di Pontedera. Tutto è legato al comportamento delle persone e alla loro etica personale. Si spende meno, perché non si deve spendere denaro pubblico, cioè soldi dei cittadini.

Un paio di norme, però, ci sono. Pratiche. Se un rappresentante del Comune va fuori sede, per lavoro, in un giorno, sa che non gli vengono riconosciuti più di 52 euro. Se deve anche pernottarci, c’è un importo superiore. Nessun extra, nessun stravizio: a Palazzo Stefanelli, sono sicuri - dicono – che un Fiorito, da queste parti, non potrebbe esistere.

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