Il Tirreno

Pontedera

«Cedimenti evidenti, servono tutele»

di Andreas Quirici
«Cedimenti evidenti, servono tutele»

Saline, in giro tra campi e subsidenze: consiglieri regionali impressionati dallo stato dei terreni dovuto all’attività estrattiva

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VOLTERRA. Finalmente la Regione ha visto con i propri occhi quel che i cittadini di Saline vanno dicendo da anni. Il terreno nelle vicinanze del paese e delle aree di estrazione mineraria sta franando e «servono maggiori monitoraggi e l'aumento della distanza di sicurezza da dove Solvay estrae il sale a difesa del centro abitato». Parole pronunciate da alcuni membri del Comitato per la difesa della Valdicecina ad alcuni esponenti del consiglio regionale, durante un giro della zona organizzato per dimostrare «lo sfruttamento del territorio da parte della multinazionale». L'incontro nel fango di alcuni punti critici nei dintorni di Saline è stato organizzato nell'ambito dell'accordo di programma che si sta discutendo fra le istituzioni e la stessa azienda che ha sede, in Italia, a Rosignano. In giro tra campi e binari del treno, ma anche sulle colline da cui si godono scenari stupendi, c'erano i consiglieri regionali Marta Gazzarri (Idv), Andrea Agresti (Pdl) e Vincenzo Ceccarelli (Pd), quest'ultimo presidente della sesta commissione territorio e ambiente. Prima a San Domenico, poi a La Sirsa, successivamente a vedere dall'alto l'area nei dintorni della discarica di Buriano, di seguito davanti alla Smith a osservare la frana del bosco degli Spadini e infine a ridosso dell'area mineraria di Poppiano, in piena concessione Volterra, quella recentemente concessa dalla stessa Regione. In ognuno di questi punti d'osservazione evidenti problemi di subsidenze e camini di collasso. «Vorremmo che fosse raddoppiata la distanza tra i centri abitati e l'area di estrazione – ha spiegato il sindaco di Volterra Marco Buselli ai rappresentanti del consiglio regionale – portandola dagli attuali 200 metri a 400». In alcuni punti, come a San Domenico, si vede che il terreno è franato creando due laghetti comunicanti sul botro Gagno. Ma la situazione più pericolosa è quella del bosco degli Spadini che si trova a pochi metri dalle prime case. «Qui c'è un calanco in continuo movimento – ha sottolineato l'assessore Simone Lonzi – e quel che è peggio è che si tratta di un terreno in continua evoluzione». Impressionati dalla situazione i consiglieri regionali. «Penso che serva una soluzione che non pregiudichi i posti di lavoro – ha detto Agresti – ma che tuteli la tranquillità dei cittadini di Saline. E' evidente che il terreno abbia evoluzioni innaturali e che il tutto sia legato all'estrazione del sale. Ogni attività industriale ha le sue controindicazioni a livello ambientale. Servono rimedi che speriamo possano giungere dall'accordo di programma». Secondo Gazzarri, «questa è una situazione in cui serve un equilibrio tra le necessità di tutti, l'azienda, i cittadini e l'ambiente e la politica deve riuscire in tutte le maniere a trovare la sintesi adeguata». Ceccarelli ha scosso più volte la testa durante la girata attorno a Saline: «Ci dovrebbe essere un criterio di compensazione economica: parte dei due milioni di euro che l'azienda paga allo Stato per le concessioni minerarie dovrebbero essere investiti sul territorio, perché il deturpamento del paesaggio dovuto allo sfruttamento accelerato del sale è evidente. E in questa vicenda la Regione non si sente controparte».

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