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Esportazioni in netto calo soffrono cuoio e motocicli

PONTEDERA. «I dati sull’andamento delle esportazioni nel secondo trimestre certificano lo stato di crisi di uno dei pochi indicatori che era rimasto in terreno positivo». Non lascia spazio alle...

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PONTEDERA. «I dati sull’andamento delle esportazioni nel secondo trimestre certificano lo stato di crisi di uno dei pochi indicatori che era rimasto in terreno positivo». Non lascia spazio alle interpretazioni il presidente della Camera di commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini. Calano le esportazioni di cuoio (-1,9%) e del comparto delle due-tre ruote (-11,4%).

Ma non è tutto nero, crescono le calzature (+12,8%) ed i mobili (+10,1%). Balzano in avanti le vendite negli Stati Uniti (+64%) crollano quelle dirette sul mercato tedesco (-22,5%). «Considerando anche il pessimo stato di salute del mercato nazionale, l’ente camerale continua ad investire affinché le nostre imprese siano messe in grado di operare all’estero – dice Pacini –. Il fatto che alcuni Paesi emergenti e gli Stati Uniti continuino a crescere ci spinge a far meglio anche su questi territori dove la domanda è più vivace e dove le nostre imprese sono chiamate a rafforzare la loro posizione».

È un trimestre con molte ombre quello che emerge dall’analisi dei dati Istat sul commercio estero della provincia di Pisa effettuata dall’ufficio studi della Camera di commercio di Pisa. Le esportazioni provinciali, in un quadro nel quale la domanda mondiale continua a crescere, fanno segnare nel secondo trimestre una contrazione del 6,1% scendendo a 760 milioni di euro di controvalore. Ed è la crisi dei mercati europei, con una Germania che riduce i propri acquisti da Pisa di oltre il 22,5%, a spiegare buona parte della caduta delle esportazioni.

Come registrato nel primo trimestre, la variazione tendenziale pisana del periodo aprile-giugno evidenzia un andamento peggiore rispetto all’Italia (+3%) e alla Toscana (+7,6%) che, a dispetto della provincia di Pisa, beneficiano della forte crescita delle esportazione di preziosi (specialmente in Toscana), di prodotti petroliferi e di macchinari.

Allargando l’analisi ai primi sei mesi dell’anno la situazione, seppur leggermente migliore, non registra un cambiamento nella tendenze di fondo. Nel primo semestre, infatti, le esportazioni fanno segnare una contrazione del 2,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La flessione dell’export pisano è frutto della crisi della domanda del vecchio continente. Le esportazioni dirette nell’Unione europea fanno segnare un -13,4%, pari ad un contributo alla crescita di -8,6 punti percentuali. Pur mostrando andamenti di tutto rispetto, le evoluzioni degli altri continenti come l’America +39,1% e l’Asia +2,1% non riescono a controbilanciare la caduta delle esportazioni dirette in Europa. Nel corso del secondo trimestre sono soprattutto gli Stati Uniti (+64%), Cina e Hong Kong (+2,8%), Giappone (+40,2%), Vietnam (+19,9%) e Corea del Sud (+1,5%) che provano a controbilanciare la crisi europea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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