Il Tirreno

Pontedera

Una notte di lavoro per togliere acqua e fango

Una notte di lavoro per togliere acqua e fango

Bloccata l’attività del maneggio lungo la via delle Colline per Legoli la disperazione di un pensionato: «Le mie cose sono finite in mezzo ai campi»

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PECCIOLI. Una notte di duro lavoro sulle colline di Peccioli dopo l’alluvione. L’acqua uscita dal torrente Carfalo, nella zona tra Toiano e Legoli, ha travolto gli impianti di addestramento del maneggio all’interno dell’azienda agricola di proprietà di Angelika Schneider lungo la strada provinciale delle Colline per Legoli. Per buona parte della notte, dopo che il torrente era esondato, i proprietari hanno del maneggio hanno fatto il possibile, insieme a vigili del fuoco e volontari, per mettere in sicurezza una trentina di cavalli che erano nelle stalle, completamente invase dall’acqua arrivata anche nel fienile e nell’abitazione degli stessi proprietari del maneggio. Un disastro. Il fango è rimasto ovunque. Il fieno che era stato immagazzinato vicino alle stalle non è più utilizzabile. I danni sono ingenti e anche ieri mattina nel maneggio c’è stato un sopralluogo per verificare l’ammontare dei danni che sono ingenti. L’alluvione ha paralizzato completamente le attività dell’azienda agricola messa ora in ginocchio da fango e acqua. Si dispera anche Roberto Pirro, il pensionato invalido che si è trovato con l’acqua alta fino venti centimetri nelle stanze di casa. «La mie cose sono nei campi – racconta – sono disperato e non è la prima volta che succede». Il pensionato insieme ad un’altra famiglia è stato evacuato per precauzione. «Per l’uomo – spiega il sindaco Silvano Crecchi – stiamo valutando se non sia il caso di cercare un’altra sistemazione dal punto di vista abitativo. L’altra famiglia invece è ospite da amici ma loro non hanno avuto l’acqua in casa e sono riusciti a mettere in salvo la macchina».

Potranno tornare a casa, a Torino, sane e salve anche le due sorelle aiutate dai carabinieri di Palaia. Le due pensionate domenica pomeriggio sono state sorprese dalla “bomba d’acqua”, un temporale di grande intensità, e all’improvviso si sono trovate davanti a un muro d’acqua. I carabinieri che le hanno soccorse le hanno trovate insieme ad un’altra persona sul tetto della loro macchina in balìa della corrente.

I soccorritori, in particolare la macchina comunale della protezione civile, sono stati al lavoro fino alle cinque di ieri quando sono state riaperte le strade che erano allagate, la provinciale e le strade di accesso a Legoli e Ghizzano. A coordinare gli interventi insieme al sindaco Crecchi anche Claudio Niccolai del centro intercomunale di protezione civile.

Quando ieri all’alba le strade sono tornate percorribili erano completamente libere dal fango. Chi si è trovato a passare dalla zona della Cerbana e non aveva saputo del caos dell’altra sera non ha avuto la percezione dei danneggiamenti dell’alluvione.

Tutto questo è stato possibile grazie all’impiego di un mezzo della Misericordia di Peccioli che ha una cisterna con diecimila litri di acqua. Utilizzati per lavare l’asfalto.

«Voglio ringraziare quanti hanno lavorato dopo l’emergenza, dalla nostra Misericordia, ai volontari delle associazioni di Chianni e Terricciola, i vigili del fuoco, la polizia locale, i carabinieri e i nostri operai – dice il sindaco Crecchi - il piano comunale della protezione civile ha funzionato con buoni risultati anche se purtroppo l’acqua uscita dal torrente ha causato danni».

Al Consorzio di bonifica il Comune ha chiesto di verificare cosa è successo al Carfalo. L’intensità della pioggia è stata eccezionale. Ma potrebbero esserci state criticità dovute a scarsa manutenzione. Così come dovrà essere valutato se sono necessari interventi di carattere strutturale lungo il corso d’acqua che ha ceduto nella zona tra Toiano e Legoli.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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