Il Tirreno

Pontedera

Processo rinviato per l’ex assessore travolto dal sexy gate

Pesanti le accuse rivolte da alcune donne a Roberto Lorenzi Ma lui fin dall’inizio si è difeso negando ogni addebito

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CASCINA. Il processo, che ieri mattina doveva cominciare e che ha come imputato l’ex assessore al sociale e alla casa del Comune di Cascina Roberto Lorenzi, è stato rinviato per l’assenza di un giudice del primo collegio della sezione penale del tribunale di Pisa.

La giustizia è anche questa e non è certo la prima volta un processo si apre con un rinvio. Comunque è stato deciso il calendario delle prossime udienze: il 14 febbario sarà ascoltata la testimonianza delle otto persone offese (tre si sono costituite parte civile), il 25 febbraio invece saranno sentiti i testimoni indicati dalla difesa dell’ex assessore.

Roberto Lorenzi è stato rinviato a giudizio, all’inizio dello scorso giugno, dal gip del tribunale di Pisa Giulio Cesare Cipolletta dopo una lunga inchiesta.

L’ex esponente dei Comunisti Italiani e ex dipendente delle Ferrovie ora in pensione è accusato di concussione e violenza sessuale.

Secondo l’accusa, Lorenzi avrebbe chiesto favori di natura sessuale in cambio di aiuti in un settore, come è quello del sociale, abbastanza complesso. Le indagini, cominciate nel 2009 dopo alcune denunce, hanno riguardato le modalità di assegnazione degli alloggi popolari.

Gli inquirenti avrebbero a disposizione alcune registrazioni di colloqui tra Lorenzi e alcune cittadine che più volte sono ricorse agli aiuti del Comune in situazioni economiche di disagio.

Lo scandalo venne alla luce nel febbraio 2010 con un blitz del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri nella sede del municipio in corso Matteotti a Cascina.

I carabinieri perquisirono prima l’ufficio di Lorenzi che si dimise subito dall’incarico di assessore. Sequestrarono un gran quantitativo di documenti, compresa l’agenda degli appuntamenti di Lorenzi e gli atti relativi all’assegnazione delle deleghe che gli erano state assegnate dall’allora sindaco Moreno Franceschini. Per oltre quattro ore vennero passati al setaccio fascicoli e documenti con liste di nomi, date, punteggi e tabulati delle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari. La perquisizione si estese poi alla casa del politico, che, ha sempre respinto ogni accusa convinto di riuscire a dimostrare la sua innocenza durante il processo.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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