Sicurezza
«In ginocchio la nostra attività»
A La Casaccia, la rabbia degli abitanti: non riuscivamo a fermare l’acqua
MONTOPOLI. I proprietari del locale allargano le braccia, quando gli chiedono se e quando potranno riaprire. Da ieri mattina continuano a portare fuori sedie, tavoli, scatole e oggetti di ogni tipo imbrattati di fango, in gran parte da buttare. È ciò che rimane dopo l’arrivo della prima vera pioggia di stagione, che è bastata a mettere sott’acqua la valle della Barbinaia, a cavallo fra San Miniato e Montopoli. Un pugno di abitazioni, conosciute come località “La Casaccia”, che domenica sera sono state invase dalle acque del torrente Chiecina. È bastato davvero poco a colmare il piccolo alveo del fiume, che in poche ore ha allagato i campi circostanti, la strada, i piazzali e le abitazioni, raggiungendo i 30 o 40 centimetri d’altezza. «È iniziato tutto intorno alle 19,30», racconta Stefania Pasquinucci, titolare della bruschetteria “Pane e Olio”, dove domenica sera, a cena, una decina di clienti sono stati fatti fuggire di fronte all’acqua che iniziava a salire. «Ha cominciato a entrare dai tubi del depuratore, non c’era modo di fermarla», racconta mentre ci accompagna nel locale: «Questo una volta era un parquet», dice indicando la coltre di fango sotto i piedi. «L’acqua ha invaso il magazzino, mettendo fuori uso tutti i motori dei frigoriferi. Speriamo di poterli riparare». Il vicino di casa porta fuori mobili e biciclette, sgomberando l’atrio di casa imbrattato dal fango. «Abbiamo fatto denuncia – dice – ma in Comune ci hanno spiegato che difficilmente ne otterremo qualcosa». Ledo Bianchi, che a “La Casaccia” ci è nato e vissuto da sempre, racconta che «una situazione del genere si era vista solo nel ’93». Era l’anno dell’alluvione di Ponte a Egola, «ma allora – precisa – venne tanta di quella acqua che nessun torrente avrebbe potuto tenere. Stavolta è bastata la prima pioggia. Figuriamoci cosa potrà succedere nei prossimi mesi. Il Chiecina sembra un torrente da niente, ma quando piove deve ricevere l’acqua di numerose valli interne». Tanta la paura per i residenti, che domenica hanno allertato subito Vigili del Fuoco e Consorzio di Bonifica. Già lo scorso mercoledì, infatti, la pioggia aveva provocato un primo allagamento all’altezza del ponte sulla Chiecina, spingendo il Consorzio ad intervenire ripulendo l’alveo del fiume. «Ma non basta – dice Alessandro Zanardo, proprietario dei terreni lungo il torrente -: l’alveo deve essere scavato. L’ultimo lavoro risale a circa 10 anni fa e, da allora, la profondità si è ridotta di almeno un metro. Non è possibile finire sott’acqua ogni volta che arrivano due ore di pioggia».
Giacomo Pelfer
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